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Sabato, 21 Maggio 2022
Economia

La Cgil scende in piazza contro la riforma del lavoro

La Cgil di Ravenna ha proclamato uno sciopero generale, in provincia di Ravenna, per venerdì 27 aprile per protestare contro la proposta di Riforma del lavoro del governo Monti

La Cgil di Ravenna ha proclamato uno sciopero generale, in provincia di Ravenna, per venerdì 27 aprile per protestare contro la proposta di Riforma del lavoro del governo Monti. La mobilitazione prevede un presidio davanti alla sede di Confindustria di Ravenna, in via Barbiani alle 9,30. I manifestanti daranno poi vita ad un corteo che si snoderà per le vie del centro storico fino ad arrivare in piazza del Popolo davanti la sede della Prefettura dove, dalle 11, è in programma un presidio.

Lo sciopero generale è proclamato per l’intera giornata di lavoro nei settori di scuola, funzione pubblica, comunicazioni, cartotecnici, poste, chimica ed energia, commercio, turismo, assicurativi e bancari, agroindustria ed edilizia. Mentre i lavoratori dei comparti lapideo, cemento, laterizi e legno si fermeranno per 4 ore. Nel facchinaggio, terminal portuale e compagnia portuale lo sciopero sarà nelle ultime due ore del turno per ogni turno di lavoro; mentre per i lavoratori giornalieri, amministrativi e a orario spezzato, lo sciopero si svolgerà, di norma per 4 ore, al mattino. Infine i metalmeccanici si fermeranno con modalità che potranno differenziarsi a seconda delle aziende.

La Cgil di Ravenna scende in piazza “per dire no ai licenziamenti facili e all’attacco ai diritti, contro le leggi finanziarie degli ultimi anni che stanno creando disagio sociale e povertà. Sul tema degli ammortizzatori, l’articolazione dei fondi allontana l’idea di universalità, così come non c’è risposta inclusiva per i lavoratori discontinui. Per quanto riguarda la precarietà, la distanza tra il testo presentato rispetto agli annunci propagandistici del Governo sono evidenti e rischiano di far arretrare i risultati ottenuti nel confronto con i sindacati. Tra i temi rilevanti della mobilitazioni vi sono anche la richiesta di riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente e sulle pensione e la richiesta di azioni per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro”.

“Le disposizioni contenute fino ad ora nella Riforma del lavoro - commenta Marcello Santarelli, segretario provinciale della Cgil di Ravenna – rischiano di danneggiare la già precaria condizione dei lavoratori. L’indebolimento degli ammortizzatori sociali si ripercuoterà drammaticamente sulle famiglie. Si pensi soltanto al fatto che da gennaio 2009 a marzo 2012 sono state effettuate in provincia 16.962.342 ore di cassa integrazione. Nei primi tre mesi del 2012 le ore di cassa integrazione sono state 1.415.395 mostrando una forte ripresa del fenomeno rispetto al 2011. Le proiezioni di questi primi tre mesi dell’anno sono molto preoccupanti, anche per il fatto che l’aumento di ricorso agli ammortizzatori sociali avviene nonostante siano in calo i lavoratori colpiti dal provvedimento (anche per effetto della grave fuoriuscita di forza lavoro avvenuta in questi anni). Aumenta quindi l’intensità del ricorso alla cassa integrazione. Attualmente la riduzione di orario di lavoro interessa 4.205 persone. In questo contesto la Riforma del Lavoro vuole introdurre un sistema di ammortizzatori più debole del precedente garantendo meno tutele. La Riforma pone quindi le premesse per aggravare ancora di più il peso della crisi sulle famiglie”.


Santarelli sottolinea che la decisa opposizione alla prima versione della Riforma del lavoro ha già portato un risultato concreto: “La nostra azione ha portato il Governo a cedere sul disegno originale di modifica dell’articolo 18. Abbiamo ottenuto la reintroduzione dello strumento dei “reintegro” anche nel caso di licenziamenti economici ingiustificati. Ora bisogna proseguire nelle rivendicazioni per indurre a modificare gli altri elementi sbagliati di questa Riforma”.

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