Sabato, 16 Ottobre 2021
Economia Faenza

Anche un locale faentino nella guida "Ristoranti d'Italia 2017" del Gambero Rosso

La guida fotografa una cucina complessa e variegata, di anno in anno più difficile da racchiudere in categorie chiuse quanto ricca di stimoli, talenti, idee come solida nelle sue radici

C'è anche "La Baita" di Faenza nella guida "Ristoranti d’Italia 2017" del Gambero Rosso, che fotografa una cucina complessa e variegata, di anno in anno più difficile da racchiudere in categorie chiuse quanto ricca di stimoli, talenti, idee come solida nelle sue radici. Parlano i numeri: 704 pagine, 2420 indirizzi, quasi 300 nuovi ingressi, 20 cartine, una per regione, con l'indicazione immediata del “meglio” di ognuna. Uno strumento sempre più completo e facile da consultare, un servizio al consumatore che vuole “saper scegliere” dove il distintivo sistema di punteggio analitico e il corredo dettagliato di informazioni per ogni esercizio definiscono un valore aggiunto. Un libro utile al viaggiatore buongustaio, al gourmet navigato, al curioso, a chi vuole semplicemente saperne di più su come si mangia, oggi, nel nostro Paese.

29 Tre Forchette (tre in più del 2016) sono la squadra dei migliori ristoranti d'Italia. E i quattro nuovi ingressi (due in Campania) ne esprimono la direzione attuale, segnata dal prestigio di vere e proprie saghe come quelle dell'Enoteca Pinchiorri (Firenze) e de I Quattro Passi (Massa Lubrense, Napoli) come dal coraggio e del talento dei giovani de La Siriola dell'Hotel Ciasa Salares (San Cassiano, Bolzano) e della Taverna Estia (Brusciano, Napoli). Mantengono la vetta La Pergola dell'Hotel Rome Cavalieri (Roma) e l'Osteria Francescana (Modena). E la raggiunge Massimo Bottura nella classifica delle migliori cucine, da solo in testa con 57/60. 

Senza dimenticare le trattorie, i wine bar, le birrerie e gli etnici, i cui “campioni” sono indicati – rispettivamente – come Tre Gamberi - tra i quali spunta quest'anno Il Capanno (Spoleto, Perugia), Tre Bottiglie, Tre Boccali e Tre Mappamondi. Occhio più attento, poi, al fenomeno bistrot, formula contemporanea che spopola in molteplici varianti caratterizzate da fruizione informale e menu eclettici e moderni, quest'anno per la prima volta valutati con un simbolo apposito. Due i detentori del massimo riconoscimento, le Tre Cocotte: Donatella (Oviglio, Alessandria), già Bistrot dell'anno nel 2016, e Lanzani Bottega & Bistrot (Brescia), “ex” Tre Bottiglie che a un bere vivace e di spessore ha affiancato una proposta culinaria di altrettanto interesse. "Tre Gamberi" anche per La Baita di Faenza.

E ancora, i premi speciali: Novità dell'anno al D'O (Cornaredo, Milano), fresco di trasferimento in una sede all'avanguardia concepita su misura dal suo chef e patron Davide Oldani; Bistrot dell'anno al Carroponte (Bergamo); Miglior servizio di sala a La Ciau del Tornavento (Treiso, CN); Miglior servizio di sala in albergo a la Stua de Michil dell'Hotel La Perla (Corvara in Badia, Bolzano); Miglior pane in tavola a Da Caino (Montemerano, Grosseto); Pastry chef dell'anno ad Andrea Tortora del St. Hubertus dell'Hotel Rosa Alpina (San Cassiano, Bolzano); Ristoratore dell'anno a Peppino Tinari di Villa Maiella (Guardiagrele, Chieti). Ben 21, inoltre, le tavole con il miglior rapporto qualità/prezzo, sparpagliate da Nord a Sud senza distinzione, perlopiù posti dove la filiera corta e l'intelligente gestione dei menu consentono una politica dei prezzi estremamente vantaggiosa per i clienti (vedi allegato).

Continuano infine le prestigiose collaborazioni che coronano la premiazione: TrentoDoc per le Tre Forchette, Bertani per le Tre Bottiglie, Animante Barone Pizzini per il premio “gusto&salute”, Acqua Panna e S.Pellegrino per il “cuoco emergente”, Pastificio dei Campi per il “ristorante con la migliore proposta di piatti di pasta”, Nuova Castelli per il “ristorante che valorizza i grandi prodotti caseari Dop italiani”, Ibeer per il “ristorante con la migliore proposta di abbinamento cibo/birra”, Sella&Mosca per “i 10 migliori menu di pesce dell'anno”, Consorzio MelaPiù per il “miglior dessert alla frutta”.

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