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Vola l'export della provincia di Ravenna: nel 2017 crescita a doppia cifra

La città occupa il 38° posto nella graduatoria nazionale delle province esportatrici, guadagnando 5 posizioni rispetto alla media del 2016

Nel 2017 le esportazioni della provincia di Ravenna si attestano a 4.003,5 milioni di euro con un incremento di 415,4 milioni rispetto al 2016, pari al +11,6% in termini relativi. Anche a livello regionale e nazionale il 2017 vede un incremento delle vendite all’estero più significativo rispetto all’anno precedente, ma meno intenso rispetto alla nostra provincia. L’aumento è del 6,7% per l’Emilia-Romagna, del 7,4% per l’Italia. Nel periodo considerato, con lo 0,89% dell’export nazionale, Ravenna occupa il 38° posto nella graduatoria nazionale delle province esportatrici, guadagnando 5 posizioni rispetto alla media del 2016; nella graduatoria regionale Ravenna  si colloca in sesta posizione.
Le principali destinazioni

Nel periodo gennaio-dicembre 2017, crescono le esportazioni provinciali dirette verso l'Unione Europea (+318 milioni pari a +13,4%), l’Africa settentrionale (+27,7 mln, +26,6%), il Medio Oriente (+26,9 mln, +22,7%), l’Europa non UE (+14,9 mln, +4,7%), l’Asia centrale (+13,1 mln, 24,9%), l’Oceania (+13 mln, +40,7%), l’Asia orientale (+8,3 mln, +4,2%) e l’America settentrionale (+7,6 mln, 3,7%). Al contrario diminuiscono le esportazioni dirette verso gli altri paesi africani (-10 mln, -15,8%) e verso l’America centro-meridionale (-3,9 mln, -3,2%). L’Unione Europea rappresenta il principale mercato di  riferimento con una quota dell’export provinciale che nel corso del 2017 ha raggiunto il 67%. Seguono a grande distanza l’Europa non UE (8,3%), l’America settentrionale (5,4%) e l’Asia orientale (5,2%). La Germania rimane il paese più importante per le imprese ravennati, assorbendo da solo il 13,7% delle esportazioni provinciali. Seguono la Francia con il 10,2%, la Spagna (7,2%), la Polonia (5,4%) e gli Stati Uniti (4,8%). Tra le prime dieci destinazioni gli incrementi più rilevanti, in termini assoluti, sono stati registrati nell’ordine da Francia (+58,1 mln, +16,7%), Germania (+56,5 mln, +11,5%), Polonia (+42,1 milioni pari a +24%) e Spagna (+35 mln, +13,7%). All’opposto il Regno Unito registra una variazione negativa di 37,5 milioni (pari al -17,2%), così come la Cina (-1,1 mln, -1,1%).
I prodotti esportati
A determinare la ripresa dell’export ravennate nel 2017 hanno contribuito prevalentemente il settore dei prodotti chimici (+96,8 milioni, pari al +13,6%), quello dei prodotti metallurgici (+95,4 mln, +17,4%) e delle apparecchiature elettriche (+92,1 mln, +39,0%). In crescita anche gli scambi di prodotti alimentari, di macchinari, di prodotti in metallo, di bevande, di articoli in gomma e plastica e di materiali per l’edilizia. Al contrario risultano in flessione solo le esportazioni di prodotti agricoli che diminuiscono di 4,3 mln, pari al -2,6%. Nella classifica dei principali settori di esportazione delle imprese di Ravenna, nel periodo considerato, i prodotti chimici occupano il primo posto con una quota del 20,2%, seguono i macchinari e le apparecchiature generiche che rappresentano il 18,9% e i prodotti della metallurgia con il 16,1%. Considerando i più importanti mercati di riferimento dei settori di specializzazione, i prodotti chimici sono diretti prevalentemente in Spagna, Francia e Germania; mentre i macchinari sono destinati principalmente al mercato tedesco, americano e francese. I prodotti della metallurgia, vedono come destinazioni principali  Polonia, Germania e Romania.

“Dati molto significativi  – evidenzia il Segretario generale della Camera di commercio di Ravenna Maria Cristina Venturelli – che ci confortano nella scelta di spingere su internazionalizzazione e innovazione, linee strategiche prioritarie sulle quali da molti  anni la Camera di commercio di Ravenna e le Associazioni di categoria del territorio stanno investendo, anche grazie all'attività dell'azienda speciale Sidi-Eurosportello, che avrà presto un respiro ancora più internazionale. Sta infatti arrivando a conclusione il processo di costituzione di una nuova società consortile del Sistema camerale, che, attraverso il conferimento di alcune tra le più attive aziende speciali del sistema camerale, tra le quali la nostra e quella di Milano, che darà vita a un soggetto di più ampio respiro e in grado di offrire alle imprese del territorio un’offerta variegata di grande valenza internazionale, proiettata su ulteriori mercati”.
 

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