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Sabato, 13 Aprile 2024
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Una vita a curare i piloti del motomondiale: al cinema la storia della Clinica Mobile del dottor Costa

"Voglio correre un'avventura nell'impossibile" è il titolo del lavoro che ripercorre la vita di Costa, appassionato di motori che ad appena 16 anni, da spettatore nel circuito di Imola, entrò in pista per soccorre un pilota scivolato in gara

Da Valentino Rossi, a Max Biaggi a Loris Capirossi e tanti altri prima e dopo di loro, italiani e non. Tanti anni di racconti e soprattutto di cure, grazie all'invenzione della sua "Clinica Mobile", ai piloti del motomondiale per Claudio Marcello Costa. Quello che per tutti gli appassionati di gare motociclistiche è semplicemente il dottor Costa, ora vede la sua vita raccontata in un docufilm, che sarà proiettato sabato 6 aprile al cinema Sarti di Faenza.

"Voglio correre un'avventura nell'impossibile" è il titolo del lavoro prodotto da 'dottorcosta Team' che ripercorre la vita di Costa, appassionato di motori che ad appena 16 anni, da spettatore, dietro a una balla di fieno poggiata nella curva delle "Acque Minerali" del circuito di Imola, entrò in pista per soccorre un pilota scivolato in gara, spostando lui e la sua moto dalla traiettoria di altri piloti che stavano sopraggiungendo. Il tutto nonostante il divieto del padre, Francesco detto "Checco", ideatore del circuito e organizzatore di eventi motoristici.

thumbnail_22 aprile 1957 Imola coppa D'Oro Shell il debutto in pista del giovane e futuro dottorcosta fotoWall archivio©Claudio Ghini

Dopo quell’episodio, come lui stesso spiegò, decise "di dedicare la mia vita e la mia professione a salvare i piloti”. Questo lo portò, dopo la laurea in Medicina, ad assicurare la sua presenza nel corso degli appuntamenti come medico rianimatore fino a fondare, nel 1977, la prima Clinica Mobile, una vera istituzione nel campo della sicurezza per i piloti impegnati nelle gare motociclistiche. Da quell’anno l’impegno di Costa è continuato fino a rendere la Clinica Mobile un vero e proprio ospedale viaggiante, non solo a disposizione dei piloti, ma di quanti nei giorni delle competizioni sportive vivono gli eventi assicurando sempre prestazioni mediche e infermieristiche professionali. Una storia che oggi diventa un film per ripercorrere l’impegno e la dedizione di Claudio Costa al motorsport e a tutti quelli che vivono gli sport dei motori assicurando sempre la presenza di una unità medica nel campo della sicurezza.

La proiezione del film sarà anticipata da un momento istituzionale alla presenza del sindaco di Faenza, Massimo Isola, il vicesindaco, Andrea Fabbri, l’avvocato Carlo Costa e ovviamente il dottor Claudio Marcello Costa. Ad arricchire il parterre i campioni Virginio Ferrari, Vinicio Salmi, Luca Cadalora, Pierpaolo Bianchi e Carlos Lavado. L'Ingresso al cinema gratuito fino a esaurimento posti

1a clinicamobile 1977 archivio©Claudio Ghini-2

La biografia del dottor Costa

Claudio Marcello Costa è nato a Imola il 20 febbraio 1941. Dopo gli studi classici si laurea in Medicina e Chirurgia nell’anno accademico 1966/67. Negli anni seguenti consegue le specializzazioni in Ortopedia, Traumatologia, Fisiochinesiterapia e Medicina dello Sport. Ha svolto la professione di Medico Traumatologo per venti anni, dal 1967 al 1986, presso gli Istituti Ortopedici Rizzoli di Bologna. Nel 2005 gli è stata conferita la Laurea Honoris Causa in Scienze Motorie presso l’Università degli Studi di Genova. Il 23 aprile del 1972 il padre Checco, inventore e creatore dell’autodromo di Imola e organizzatore delle più belle gare della storia del motociclismo, gli affida il compito di Responsabile Medico del Pronto Soccorso in pista per la prima 200 Miglia Daytona d’Europa. Questa modalità di soccorso, apprezzata da tutti i piloti del motomondiale, è tuttora imitata nel mondo del motociclismo. Il 3 febbraio del 1977 ha presentato la sua più bella invenzione, la prima Clinica Mobile.  

In seguito, ne ha costruite altre quattro, di cui la terza, donata allo Stato del Senegal, opera lungo le rive dello Zambia per portare assistenza e cura laddove speranza di cure non esistevano. La quarta e la quinta Clinica Mobile sono tuttora presenti nei Campionati del mondo della Superbike e della MotoGP. Tutti, e in particolare i piloti, hanno trovato e trovano tuttora nelle Cliniche Mobili un aiuto medico insostituibile e le hanno considerate come un altare per celebrare il rito magico di risorgere dalle ferite, dalle fratture e dalle malattie, per continuare a inseguire i loro sogni. Dal 1976 al 1996, per venti anni, è stato Medico Federale della Federazione Motociclistica Italiana e membro della Commissione Medica della Federazione Motociclistica Internazionale.  Dal 1992 al 2013 è stato Medico Responsabile dell’IRTA (International Road Racing Teams Association). L’11 gennaio 2007 gli è stata conferita la Stella d’Oro al merito sportivo.

Imola 2019 casa Costa in collina tenuta la Riva dottorcosta con Alex Zanardi-2

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