"La madre di Cagnoni disse che Giulia era stata uccisa, ma ancora non poteva saperlo"

La frase della donna lascia tutta l'aula a bocca aperta: quando la pronunciò, infatti, ancora non avrebbe potuto sapere che la nuora Giulia Ballestri fosse stata uccisa

"I bambini sono qui perchè la loro madre è stata uccisa". La frase della madre di Matteo Cagnoni, Vanna Costa, lascia tutta l'aula della Corte di Cassazione a bocca aperta. Quando la pronunciò, infatti, nella notte tra il 18 e il 19 settembre 2016 rispondendo a una domanda di un agente di Polizia, ancora non avrebbe potuto sapere che la nuora Giulia Ballestri era stata uccisa, informata una mezz'ora prima solo da una chiamata generica della guardia giurata che aveva aperto la porta alla polizia a Ravenna e che sosteneva che era stato rinvenuto un cadavere nella casa di via Padre Genocchi, senza aggiungere altro.

"I figli sono qui da soli perchè la loro madre è morta"

Centrale la testimonianza di Maria Assunta Ghizzoni, vicequestore aggiunto della sezione contrasto al crimine diffuso della squadra mobile della questura fiorentina. La poliziotta, insieme ad altri 5 colleghi, nella notte tra il 18 e il 19 settembre (poco prima che venisse ritrovato il cadavere di Giulia) si recò nella villa di Firenze dei genitori di Matteo Cagnoni in cerca dello stesso imputato. "Continuavamo a chiedere sia al padre che alla madre dove fosse il figlio: loro erano vaghi, dicevano che era in casa ma noi non riuscivamo a trovarlo", spiega il vicequestore. Alle 00.48 l'agente riceve un messaggio: nella casa di via Padre Genocchi, a Ravenna, la Polizia ha trovato un cadavere. L'identità del corpo però, così come il sesso, è ancora sconosciuta. Il vicequestore continua a cercare Cagnoni tra le mille stanze di quella villa enorme, avvisando i colleghi del messaggio ma senza dire nulla ai genitori di Matteo. "Intorno all'1.30 aprii una porta e vidi tre bambini che dormivano, i figli dell'imputato - continua Ghizzoni - A quel punto la madre, Vanna Costa, disse "Sono qui da soli perchè la madre è morta. E' stata uccisa qualche giorno fa durante una rapina da parte di un albanese nella villa di un loro nonno a Ravenna". Il vicequestore resta impietrito: "E lei come lo sa?", chiede sconvolta alla donna. "Non lo sa ancora nessuno perchè è successo due o tre giorni fa, non è ancora uscito sui giornali", risponde la madre dell'imputato, confermando così di essere a conoscenza di diversi dettagli dell'omicidio. Dettagli che, ancora, non erano noti nemmeno allo stesso vicequestore. Il padre di Matteo, però, sente quella conversazione: "Appena la donna mi disse questo - prosegue Ghizzoni - Mario Cagnoni, che fino a quel momento mi era sembrato tranquillo, si innervosì e le disse "Ma cosa stai raccontando? Stai zitta!", prima di prendere la moglie e portarla via arrabbiato". Le parole della madre di Matteo erano già state al centro di un dibattito qualche udienza fa, quando venne riprodotta in aula una conversazione telefonica che la stessa ebbe con un'amica un mese dopo l'omicidio, in cui la madre disse: "Matteo l'ha fatta grossa, ma ha vissuto un trauma talmente grande per la distruzione della sua famiglia che non ci ha visto più".

Il video: Matteo Cagnoni sfugge ai poliziotti catapultandosi fuori dalla finestra

Ma non è l'unico dettaglio scioccante che emerge dalla deposizione della funzionaria di polizia: "Un mio collega notò che nella villa c'era una finestra che, durante l'ispezione che avevamo fatto da fuori, risultava chiusa, mentre ora era completamente aperta. La finestra, tra l'altro, si trovava in una parte di casa che non avevamo potuto ispezionare da dentro, in quanto Mario Cagnoni ci disse che quella zona era affittata ad altri e non dovevamo entrarci. Sotto la finestra, nel giardino, c'erano impronte fresche: così andammo a visionare i filmati delle videocamere di sorveglianza della villa per cercare di capire cosa potesse essere successo". E qui gli agenti scoprono la verità: nel filmato, intorno all'1.21 (quindi poco dopo il loro ingresso nella villa), si vede chiaramente Matteo Cagnoni catapultarsi fuori dalla finestra e correre verso la parte posteriore della casa. Il video viene anche proiettato in aula. "Diramai subito le ricerche a tutte le pattuglie sul territorio - prosegue il vicequestore - Nel frattempo entrammo nella camera che avrebbe dovuto essere affittata ad altri, che risultò deserta, e trovammo i passaporti dei figli della coppia con l'autorizzazione all'espatrio della figlia più piccola, la giacca con cui l'imputato era arrivato nella villa, come avevamo visto dalle telecamere, con dentro il suo stesso passaporto e 1530 euro in contanti. Inoltre, nella cantina, trovammo occultati in mezzo a materiale vario i due cuscini che Cagnoni scaricò dall'auto appena arrivato nella villa dei genitori". Cuscini che apparterrebbero, secondo l'accusa, alle poltrone del ballatoio della villa di via Padre Genocchi. "Infine, sequestrammo le Timberland che stavano asciugando su un termosifone", che secondo l'accusa sarebbero le stesse le cui impronte sono state trovate sul luogo del delitto.

>>>IL VIDEO DELLA FUGA DI CAGNONI<<<
 

La funzionaria di Polizia continua nel suo racconto di quella notte agitata. "Un poliziotto riuscì ad agguantare l'imputato in fuga su via Faentina, a molti chilometri dalla villa di Firenze, ma Cagnoni riuscì a svincolarsi lasciando in mano all'agente un brandello della sua camicia che si strappò nella foga. Poi il dermatologo si lanciò da una rupe che costeggia il fiume Mugnone: il poliziotto cercò di seguirlo immergendosi nel fiume, ma non riuscì a prenderlo. Verso le 5.50 del mattino, Matteo fece ritorno nella villa del padre dove lo bloccammo subito. Era a torso nudo, sudato, con i pantaloni bagnati e con evidenti graffi su petto e schiena". Il turno passa poi ad Antonino Ingretolli, ispettore superiore della squadra mobile della questura di Firenze - uno dei sei agenti che quella notte entrarono nella villa di Firenze - che in sostanza conferma quanto raccontato dalla collega. Infine prende la parola Silvio Zauli, guardia giurata della Colas che, la notte del rinvenimento del cadavere di Giulia, portò le chiavi alla polizia per entrare nella villa di via Padre Genocchi. "Alle 00.52 chiamai la villa di Firenze e parlai con Vanna Costa. Le dissi che nella villa era stato trovato un cadavere: ma non aggiunsi altro".

La prima udienza - Cagnoni in aula. La difesa: "Il processo va spostato da Ravenna"

La seconda udienza - Ammesse tutte le prove. Accusa e difesa chiedono oltre 200 testimoni

La terza udienza - Parla la migliore amica: "Matteo sempre più ossessivo, avevo paura per lei"

La quarta udienza - L'amante di Giulia: "Le diceva che presto l'avrebbe lasciata libera"

La quinta udienza - L'amico di Giulia: "Il marito le diceva 'Ti distruggo'"

La sesta udienza - Il dermatologo ha un malore durante il video del ritrovamento del cadavere

La settima udienza - Frase shock della madre di Cagnoni: "Matteo l'ha fatta grossa"

L'ottava udienza - Caos in aula al processo: Cagnoni offende la madre di Giulia, il fratello reagisce - IL VIDEO

La nona udienza - L'agente di Polizia amico di Cagnoni: "Tradì Giulia, diceva che le donne dovevano stare in casa"

La decima udienza - Cagnoni cedette al fratello ville e studi milionari per una cifra irrisoria: perchè?

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