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Domenica, 21 Aprile 2024
Economia

Confcommercio celebra la Giornata della Legalità: "Nella ristorazione fatturato abusivo a 37 milioni"

In provincia di Ravenna, nel corso dell’anno, secondo uno studio della Fipe Confcommercio (la Federazione nazionale che associa il più alto numero di esercizi pubblici), il fatturato abusivo nel mercato della ristorazione è di oltre 37 milioni di euro

Martedì Confcommercio celebra la Giornata della Legalità, appuntamento annuale della Confederazione contro ogni forma di illegalità e contro tutti i fenomeni criminali che rappresentano un grave danno per l'economia reale, per le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti, per il Paese. Scopo dell'iniziativa è promuovere e rafforzare, come testimonia la storia di Confcommercio, la cultura della legalità che è un prerequisito fondamentale per la crescita e lo sviluppo. Si tratta anche di un momento per tracciare un bilancio di ciò che è stato fatto a livello locale su questi fenomeni che riducono la competitività del nostro sistema produttivo, alterano la regole del mercato e danneggiano le imprese del terziario di mercato.

“Come Confcommercio provincia di Ravenna - dice il presidente Paolo Caroli - abbiamo sottoscritto a livello locale, con la Prefettura, i sindaci dei Comuni di Ravenna e Cervia, la Camera di Commercio, le Associazioni di categoria, le Cooperative Bagnini un Accordo di collaborazione per il potenziamento e coordinamento delle azioni di prevenzione e contrasto del fenomeno dell’abusivismo commerciale e contraffazione. L’accordo quest’anno è giunto alla sua settima edizione e ha avuto l’obiettivo di contrastare questi fenomeni, durante il periodo estivo, che hanno gravi conseguenze economiche sul settore del commercio legale in forma fissa e ambulante. I dati forniti dalla Prefettura di Ravenna parlano chiaro: quest’anno abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo posti e questo grazie all’azione di coordinamento del prefetto di Ravenna Francesco Russo e alla professionalità delle Forze dell’Ordine impegnate”.

Sul territorio ravennate, nel periodo estivo 2016, sono stati effettuati 567 servizi, con l'impiego di 1.855 uomini e 795 mezzi. Sono stati identificati 142 cittadini comunitari e 198 extracomunitari. Sono stati 94 i venditori sanzionati, 42 le denunce e tre gli arresti effettuati. I controlli anticontraffazione sono stati 108, 6 con il sequestro di merce per un totale di 154.644 pezzi di cui 88.074 con marchi contraffatti per un valore stimato di 4.099.034 euro. Per quanto riguarda il territorio cervese sono stati effettuati 276 servizi, con l'impiego di 1.558 uomini e 351 mezzi. Sono stati identificati 170 cittadini comunitari e 393 extracomunitari. Due i provvedimenti di espulsione. Sono state elevate sanzioni amministrative a 20 i venditori sanzionati, 6 le persone denunciate. I controlli anticontraffazione sono stati 65, sequestrati 27.053 pezzi di cui 4.664 con marchi contraffatti per un valore stimato di 198.386 euro. "Ma l’abusivismo ha diverse facce - osserva Caroli -. E una di queste è il numero sempre maggiore di manifestazioni che, utilizzando la generica dicitura di ‘sagre’, in realtà sono vere e proprie attività commerciali, una sorta di somministrazione parallela che poco o nulla ha a che fare con le sagre propriamente dette.

“Negli ultimi anni - sottolinea il presidente di Confcommercio - le dimensioni del fenomeno delle ‘finte sagre’ ha raggiunto livelli preoccupanti e se a queste sommiamo anche altri fenomeni, oggi in forte espansione, come i ristoranti in falsi agriturismo, i finti ‘home restaurant’, bar-ristoranti in circoli culturali e sportivi-ricreativi, diventa davvero difficile distinguere tra vere e false attività senza fini di lucro. La concorrenza sleale nei confronti di chi opera nella legalità, cioè di tutte quelle attività che somministrano alimenti e bevande, rispettando norme non solo igienico sanitarie ma anche fiscali e di tutela del lavoro, è oggi un dato di fatto che rientra a pieno titolo nel vasto panorama dell’abusivismo commerciale che va combattuto a ogni livello”.

In provincia di Ravenna, nel corso dell’anno, secondo uno studio della Fipe Confcommercio (la Federazione nazionale che associa il più alto numero di esercizi pubblici), il fatturato abusivo nel mercato della ristorazione è di oltre 37 milioni di euro: questa cifra colloca il nostro territorio al quinto posto in regione, dopo  Bologna (81 milioni), Modena (57 milioni), Rimini (42 milioni) e Reggio Emilia (40 milioni) e prima di Parma, Forlì, Cesena, Ferrara e Piacenza. In totale questo settore vale in Emilia-Romagna circa 400 milioni di euro, 136 milioni di euro di valore aggiunto e la perdita di gettito di 54 milioni di euro. Nella sola provincia di Ravenna la perdita stimata di imposte dirette e contributi è di circa 6 milioni di euro.

"Per regolamentare il settore, Confcommercio lo scorso anno ha inviato a tutti i Comuni una bozza di regolamento sulle sagre - osserva Caroli -. Oggi torna di nuovo a sollecitare i sindaci del territorio affinché venga disciplinato un ‘comparto economico’ senza regole, così come previsto dalla legge regionale del 2013 che prevede la definizione di un regolamento e di calendario annuale delle sagre, in maniera che restino solo quelle ‘vere’ e senza fini di lucro. Solo il Comune di Faenza, al momento, ha adottato un regolamento e un calendario delle sagre: nessun altro Comune del territorio ha avviato consultazioni locali per procedere alla definizione di quanto è previsto da una legge regionale".

"Infine, per continuare a sensibilizzare e a tenere alta per tutto l’arco dell’anno l’attenzione su un fenomeno come quello dell’abusivismo commerciale e della contraffazione, Confcommercio provincia di Ravenna, dal 2014, ha istituito lo “Sportello Abusivismo”: è un servizio, a titolo gratuito, che vuole favorire la raccolta di segnalazioni da parte di imprenditori e cittadini sulle attività abusive, di qualunque genere - conclude Caroli -. Le segnalazioni vengono poi trasmesse agli organi preposti a tale compito di controllo: è un incentivo a segnalare gli abusivismi, in una forma rapida e semplice, inviando un’email allo sportello". 

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