"L'Ue vieta l'unico prodotto efficace contro la cimice asiatica. Sarà un disastro"

Cia-Agricoltori Italiani Romagna auspica "che sia possibile attivare una deroga nazionale per affrontare almeno la prossima annata ed evitare il tracollo del settore"

L’Unione europea ha decretato il divieto di utilizzo dell’unico principio attivo efficace per combattere la cimice asiatica, uno fra i parassiti più temuti dagli agricoltori, che colpisce frutteti ed ortaggi, in particolare, ma non solo.  Il fatto ancor più grave è che non ci sono attualmente valide alternative al chlorpyrifos-methyl per una difesa efficace delle piante attaccate dalla cimice asiatica e per il prossimo anno i frutteti rischiano di essere irrimediabilmente compromessi.

"Sarà un disastro per il settore se non verrà attivata una deroga - afferma Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna - Per gli agricoltori romagnoli, e per l’indotto, già il 2019 è stato molto difficile e oneroso, anche a causa dell’aumentata presenza della cimice asiatica e dei suoi devastanti effetti sulle produzioni". Anche se prenderà il via la sperimentazione con la vespa samurai, passerà almeno un anno per vedere gli effetti positivi dell’antagonista.

"Tempi biblici che i produttori non si possono permettere - sottolineano Misirocchi e il presidente di Cia regionale Cristiano Fini - Non siamo contrari alla dismissione di principi attivi, ma senza altre proposte di mezzi di difesa alternativi al chlorpyrifos-methyl, i produttori saranno costretti ad estirpare le piante, compromettendo il loro reddito e mettendo a repentaglio un patrimonio frutticolo di qualità”.

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Cia-Agricoltori Italiani Romagna auspica "che sia possibile attivare una deroga nazionale per affrontare almeno la prossima annata ed evitare il tracollo del settore". Anche il Copa Cogeca, l’organismo che raggruppa le cooperative europee, si è espresso contrario a questo provvedimento. Per Misirocchi e Fini "è necessario che il governo nazionale avvii una negoziazione con Bruxelles al fine di porre rimedio a questa decisione che potrebbe innescare risvolti economici nefasti per il settore ortofrutticolo". 

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