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Turismo, Cna: "Rinnovare al più presto la durata delle concessioni demaniali"

Cna ha deciso di raccogliere sin d’ora le prenotazioni per l’inoltro dell’istanza di vidimazione per ogni singola impresa associata

CNA Balneatori e gli Uffici CNA di Ravenna e Cervia sono già pronti a raccogliere le prenotazioni per la presentazione delle istanze specifiche necessarie a richiedere agli enti locali la vidimazione ufficiale della proroga delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreativa, vale a dire quelle legate agli stabilimenti balneari.

Il pool legale di CNA Balneatori nazionale (costituito dagli avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi) ha previsto tre fattispecie divise tra imprese e persone fisiche. Allo scopo di favorire l’ottenimento di un risultato concreto e rapido, è in corso una positiva interlocuzione con gli enti locali della costa e la Regione Emilia-Romagna per concordare le forme che dovranno essere adottate per giungere al risultato richiesto. Per questo CNA ha deciso di raccogliere sin d’ora le prenotazioni per l’inoltro dell’istanza di vidimazione per ogni singola impresa associata.

“Il rinnovo effettivo delle concessioni – afferma Nevio Salimbeni, responsabile territoriale di CNA Balneatori Ravenna - consentirà alle imprese di mettere in campo una realistica ipotesi di ripresa degli investimenti, oramai necessari nelle strutture di spiaggia, ma fermi da anni proprio a causa della Bolkestein; contribuendo così a ridare vitalità all’intero settore balneare e a tutto l’indotto (turismo, commercio, artigianato, servizi), grazie ad una maggiore credibilità delle stesse imprese in rapporto con il credito bancario”.

“Siamo certi – conclude Bruno Borghetti, portavoce dei Balneari CNA di Cervia e Ravenna - che i Comuni di Ravenna e Cervia coglieranno in pieno l’urgenza di compiere questo atto conseguente a un primo importante passo ottenuto dalla categoria: la proroga di 15 anni presente nella legge di Bilancio 2019. Come CNA, naturalmente, non ci fermeremo a questo risultato e continueremo a batterci per una soluzione legislativa che porti definitivamente la categoria fuori dalla giurisdizione della direttiva servizi Bolkestein, in cui è stata erroneamente inserita”.

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