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Economia

Una nuova geografia per le Camere di commercio: al via i processi di accorpamento

Il Consiglio della Camera di Commercio di Ravenna nella riunione di lunedì ha condiviso la necessità di mantenere un ruolo attivo ed efficiente della Camera nell'interesse dello sviluppo del territorio

Il ridimensionamento della burocrazia e la riduzione dei costi della pubblica amministrazione hanno messo al centro degli obiettivi del governo anche il sistema delle Camere di commercio. Si va dal taglio del 50% del diritto annuale a carico delle imprese, a decorrere dal 2015, contenuto nel decreto legge 90/2014, che dovrà essere convertito in Legge entro il prossimo mese di agosto, fino ad una riorganizzazione del sistema camerale che sarà probabilmente inserita in un annunciato decreto legge di riforma della pubblica amministrazione che inizierà il proprio iter parlamentare da settembre/ottobre.

Senza pesare sul bilancio dello stato le Camere di Commercio hanno sempre riversato sul territorio, in favore dello sviluppo della economia locale, una grossa fetta del tributo a carico delle imprese (in media intorno ai 150 euro annuali). La stessa Camera di Ravenna, forte di indicatori di bilancio che dimostrano la gestione economica virtuosa dell'ente, ha garantito importanti interventi ed investimenti sul territorio che tuttavia, per l'effetto dei tagli previsti dal governo, si ridurrebbero a poco più di un 1 milione di euro contro gli oltre 4,5 milioni attualmente a disposizione per politiche attive di promozione e sostegno dell'economia e del territorio. Una gradualità auspicata nella riduzione delle risorse derivanti dal diritto annuale, già in fase di conversione del Decreto, rappresenterebbe una occasione per una riorganizzazione razionale del sistema già al centro della discussione avviata anche a livello di Regione Emilia-Romagna.

La razionalizzazione del sistema attraverso accorpamenti fra gli Enti rappresenta la via capace di  garantire l'autosostenibilità delle Camere, verso la creazione di un sistema diffuso sul territorio, comunque con un numero minore di Enti camerali, capace di salvaguardare il legame con le economie locali. Verso questa direzione i territori di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, (nucleo tradizionale geografico della Romagna), insieme alla contigua Ferrara, potrebbero rappresentare l'esempio di un nuovo modello territoriale di riferimento fino alla nascita di un unico Ente camerale. Non diversi i ragionamenti che a livello regionale coinvolgono le altre Camere di commercio oggetto di analoghe aggregazioni.

La fusione delle Camere di Commercio è già disciplina vigente nella attuale normativa, su questa base, l'incontro di recente intervenuto fra i Presidenti ed i Segretari generali delle Camere di Commercio di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini ha portato alla condivisione della necessità di valutare concretamente l'avvio di processi di accorpamento. Il Consiglio della Camera di Commercio di Ravenna nella riunione di lunedì ha condiviso la necessità di mantenere un ruolo attivo ed efficiente della Camera nell'interesse dello sviluppo del territorio finanche al mandato, dato dallo stesso Consiglio camerale alla Giunta e al presidente, di intrattenere i rapporti necessari con le Camere limitrofe in relazione a possibili accorpamenti che interessino l'Ente e la sua Azienda speciale.

La stessa Giunta camerale, ha recepito la volontà del Consiglio orientandosi fin da subito al fine di attivare concretamente processi che portino al raggiungimento degli obiettivi proposti. A partire quindi da quelle che saranno le disposizioni del governo, che ricadranno sull'intero sistema, la Camera di Commercio di Ravenna è già pronta a ridisegnare un nuova geografia territoriale attraverso processi di accorpamento con la volontà di mantenere un ruolo attivo nello sviluppo dell'economia e del territorio che conta già 150 anni di storia.

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