Cervia, M5S: "L'ecomostro sfratta i salinari, ma l'atto di vendita è nullo"

Andrea Defranceschi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Emilia-Romagna va di nuovo all'attacco sul grattacielo di Cervia: "L’ecomostro dà lo sfratto ai salinari"

“L’ecomostro dà lo sfratto ai salinari. Via le storiche casette col benestare del Demanio e del Comune e avanti le tonnellate di cemento sulla nostra preziosa costa. Questo è quello che chiama sviluppo la nostra regione? Peccato che, dai documenti in nostro possesso, la vendita risulti nulla”. Andrea Defranceschi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Emilia-Romagna va di nuovo all'attacco sul grattacielo di Cervia.

“Il Demanio, incurante del diritto di proprietà e di residenza delle 70 famiglie che abitano le casette, e naturalmente, della vincolo di tutela del Ministero dei Beni culturali di cui gode la zona, vende un capitale storico e immobiliare alla Fitecna, una società di diritto privato a capitale interamente pubblico. Un patrimonio che comprende gran parte del centro storico della città, terreni e immobili per 6mila mq a Milano Marittima, più una colonia, nella stessa località di 60mila mq. Costruite alla fine del ‘600, le casette ora sono la residenza degli eredi dei lavoratori delle saline, che avendo contribuito a costruire la città di Cervia, avevano acquisito il diritto, trasmissibile di padre in figlio, di godere dell’alloggio. Tutti dettagli di cui evidentemente all’Agenzia del demanio si sono dimenticati. E si sono “dimenticati” anche, di avvisare i salinari, come per prassi sarebbe invece dovuto avvenire, col risultato che queste persone non hanno potuto far valere il loro diritto di prelazione di acquisto. Il Comune di Cervia non si è opposto alla vendita, forse sempre per dimenticanza, che dunque avviene nonostante il Comune avesse già un accordo con il demanio per l'acquisizione a titolo gratuito di quelle proprietà”, accusa Defranceschi.

“Ma c’è un particolare: secondo il D.Lgs 490 del 1999, le Soprintendenze regionali avrebbero dovuto comunicare alla Regione Emilia-Romagna, la vendita dei beni. Peccato che questo non sia mai stato fatto. Da una richiesta di accesso agli atti, che abbiamo appena compiuto, non risulta nulla di tutto ciò. La risposta che ci ha dato la Regione è chiara: – riporta il capogruppo grillino - 'Con riferimento alla richiesta del consigliere regionale Andrea Defranceschi, si informa che nel corrente anno non sono pervenute alla Regione Emilia-Romagna comunicazioni della Soprintendenza ai Beni Architettonici di Ravenna relative alla cessione dei beni nel Comune di Cervia'. Ora queste famiglia si sono costituite in un comitato che rappresenta 60 delle 70 famiglie coinvolte, e che ha diffidato Fintecna e Pentagramma Romagna spa dal trattare la disponibilità degli alloggi non potendone vantare la proprietà. Visto che il M5S lavora congiuntamente col territorio, ho depositato una seconda interrogazione. In risposta alla prima, riguardante la costruzione dell’ecomostro (e già rimbalzata in Senato), l'Assessore Peri dichiarava, relativamente alla questione della prelazione, che 'l'Amministrazione comunale non avrebbe avuto titolo per esercitare il diritto di prelazione sull'acquisto delle proprietà di cui si tratta'. Diritto che il codice dei beni culturali concede non solo alla Regione, ma anche a Comune e Provincia”.

“A noi sembra che viga un po’ di quella confusione amministrativa che noi chiameremo incompetenza. Quindi ora vorrei sapere  - chiede Defranceschi - cosa intenda fare la Giunta per capire per quale motivo gli Enti locali, tra cui la Regione stessa, sono stati tenuti all’oscuro dai Ministeri competenti (Finanze e Beni Culturali) proprio in relazione al primo atto di vendita che riportava dei prezzi molto bassi. Quali iniziative intende realizzare la Regione direttamente nei confronti della Sovrintendenza per capire perché non abbia applicato il Codice dei Beni Culturali in relazione a un atto di vendita così importante (quasi tutte le abitazioni del Centro Storico di Cervia, immobili e aree in centro a Milano Marittima, immobili e aree per circa 60mila mq a Milano Marittima nord quasi tutto sotto tutela) impedendo di esercitare un diritto prerogativa degli enti locali e quindi danneggiando la Regione stessa, la Provincia di Ravenna e il Comune di Cervia. Inoltre se non la Regione ritiene opportuno verificare direttamente, al di là di quanto dichiarato dal Sindaco, se esista o meno il diritto di prelazione su detti immobili e se questo non sia stato disatteso dal Comune di Cervia. Ora, assessori, se non avete titolo voi per prendere queste decisioni, chi li ha? Forse i costruttori?”.


 

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