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Superbike a Misano, Melandri chiude il venerdì col nono tempo. Brivido per Van Der Mark

Il passo del portacolori della Yamaha del team GRT non è stato particolarmente entusiasmante, girando ad esempio oltre un secondo più alto rispetto al passo di Alvaro Bautista

Foto di Filippo Santucci

Marco Melandri archivia la prima giornata di prove libere del Gran Premio della Riviera di Rimini, settimo round del mondiale Superbike. Il ravennate nelle FP2 non è riuscito a migliorare il crono di 1'36"629 realizzato al mattino, lavorando in particolar modo in configurazione gara considerando anche l'alta temperatura dell'asfalto, 46,7°C. Il passo del portacolori della Yamaha del team GRT non è stato particolarmente entusiasmante, girando ad esempio oltre un secondo più alto rispetto al passo di Alvaro Bautista. "Il primo giorno qui a Misano si è stato difficile a causa delle condizioni della pista - afferma il ravennate -. Non credo che nessuno si aspettasse una tale mancanza di grip, quello che rende l’anteriore ed il posteriore così imprevedibili e la moto molto difficile da guidare. Anche la resistenza degli pneumatici sembra essere un problema, ma l'obiettivo principale è cercare di migliorare il grip disponibile per sabato. La mia sensazione non è così male, ma ho bisogno di sentirmi più a mio agio sulla moto se vogliamo migliorare".

Il miglior tempo è stato firmato da Michael Van Der Mark, incappato in un terribile high-side nelle battute finali delle FP2 mentre stava limando il suo best lap. Il portacolori della Yamaha è stato disarcionato dalla sua R1 alla Misano, la curva che immette al rettilineo conclusivo, impattando con l'anca sul cordolo. Tempestiva l'esposizione della bandiera rossa, con i sanitari ed i marshall che hanno subito prestato assistenza allo sfortunato pilota olandese. Van Der Mark, arrivato a Misano galvanizzato dalla vittoria in Gara 2 a Jerez, è stato caricato in ambulanza e trasportato al centro medico cosciente. 

La sessione è stata condizionata da una serie di cadute, fortunatamente senza conseguenze. Tra i piloti finiti a terra anche Jonathan Rea, che non è riuscito a migliorare il crono di 1'36"029 realizzato al mattino. Il campione del mondo in carica è caduto alla Variante del Parco, perdendo l'anteriore. Terzo crono per la Ducati del leader del campionato Alvaro Bautista, a 135 millesimi dalla virtuale pole. Lo spagnolo è tra i pochi che è riuscito a migliorarsi nel turno pomeridiano. Ha inanellato ben 23 giri, tutti sul passo tra il 36"4 e il 36"6, decisamente più rapido di quello di Rea. 

Sorprendente il quarto crono della Yamaha del team Grt di Sandro Cortese (1'36"267) davanti alla R1 ufficiale di Alex Lowes, quest'ultimo particolarmente consistente sulla distanza, con un passo simile a quello di Bautista. Sesto tempo per Tom Sykes (Bmw) davanti al santarcangiolese della Ducati del team Barni Michael Ruben Rinaldi. Il numero 21, a 442 millesimi dal miglior tempo di giornata, si è messo alle spalle Chaz Davies (Ducati Aruba), Melandri e Leon Haslam (Kawasaki), quest'ultimo incappato in un'innocua scivolata al Carro.

Dodicesimo tempo per Michele Pirro, a terra anche nel turno pomeridiano dopo la caduta del mattino. Per il pugliese, dominatore del Civ e collaudatore Ducati MotoGp, un venerdì decisamente tribolato. Così gli altri italiani: 15esimo Lorenzo Zanetti (Team GoEleven) davanti a Samuele Cavalieri (Motocorsa Racing), 19esimo Alessandro Delbianco (Honda Althea Mia Racing).

Foto di Filippo Santucci

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