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Foto Massimo Argnani

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Una pedalata in rosa per le vie del centro: "Protestiamo contro femminicidi e discriminazioni"

Donne, bambine, anziane: in tante venerdì hanno preso parte allo sciopero 'Non una di meno' ritrovandosi in via Maggiore, di fronte alla sede della Casa delle Donne

Si sono ritrovate a decine, molte indossando abiti rosa, per celebrare la loro giornata. Donne, bambine, anziane: in tante venerdì hanno preso parte allo sciopero 'Non una di meno' ritrovandosi in via Maggiore, di fronte alla sede della Casa delle Donne, per la pedalata femminista tra le vie del centro città, con sosta nei luoghi che hanno un collegamento con la figura femminile - Piazzetta Serra (angolo Piazza Kennedy), Linea Rosa in via Mazzini, Casa Maria in via Trieste, Palazzo Corradini in via Mariani e Piazza del Popolo, dove è stata allestita una postazione con materiali informativi sui temi dello sciopero.

"Femminicidi. Stupri. Insulti. Molestie. Violenza domestica. Discriminazioni. Ostacoli per accedere all’aborto. Sottoccupazione e precarietà che diventano doppio carico di lavoro e salari dimezzati. Un welfare ormai inesistente che si scarica sul lavoro di cura delle donne non riconosciuto - si legge nell'appello delle femministre - Contro la violenza strutturale che nega la nostra libertà noi scioperiamo! In particolare contestiamo: il disegno di legge Pillon che attacca le donne strumentalizzando i figli; la legge Salvini che nega la libertà e l’autodeterminazione delle/dei migranti mentre legittima il razzismo; l’invenzione dell’ “ideologia del gender”che nega l’educazione sessuale e di genere nelle scuole; il finto reddito di cittadinanza, familistico, che ci costringe a restare povere e lavorare ad ogni condizione; la mancata estensione delle indennità di maternità e paternità. Vogliamo autonomia e libertà di scelta sulle nostre vite, vogliamo il giusto riconoscimento del nostro talento, vogliamo redistribuire il carico del lavoro di cura. Vogliamo essere libere di andare dove vogliamo senza paura. Vogliamo un permesso di soggiorno europeo per essre libere di muovercIi e di restare. Scioperiamo perchè siamo le più istruite e le meno occupate e pagate!".

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