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Anche Ravenna aderisce al “Manifesto della comunicazione non ostile”

"I social sono spazi virtuali dove i cittadini hanno modo di confrontarsi, e se ben utilizzati possono diventare anche utili ad esperienze di cittadinanza attiva" spiega l’assessore Costantini

Dieci principi utili a migliorare lo stile e il comportamento da tenere sul web, per favorire modi di agire rispettosi e civili, così da rendere la Rete un luogo accogliente e sicuro per tutti. È quanto contenuto nel “Manifesto della comunicazione non ostile”, un progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza nelle parole elaborato dall’associazione Parole Ostili di Trieste, al quale aderisce anche il Comune di Ravenna, come deliberato dalla giunta nel corso dell’ultima seduta.  

Il “Manifesto della comunicazione non ostile”, sottoscritto attualmente da 214 Comuni, è il frutto di un lavoro di partecipazione collettiva a cui hanno contribuito esperti della comunicazione, del marketing, del giornalismo, utenti e appassionati della rete.

“I social sono spazi virtuali dove i cittadini hanno modo di confrontarsi, e se ben utilizzati possono diventare anche utili ad esperienze di cittadinanza attiva – spiega l’assessore con delega alla Smart City Giacomo Costantini -. In questo senso abbiamo cercato di contribuire a prevenire ansie e conflitti che nascono da un cattivo utilizzo. Il Manifesto al quale aderiamo, che abbiamo già utilizzato nelle iniziative di Agenda Digitale, ci dà buoni consigli affinché le relazioni e il dialogo siano sempre strumenti di arricchimento per tutti”.

L’adesione al Manifesto si inserisce nell’ambito di Agenda Digitale Locale, il progetto che l’amministrazione comunale promuove dal 2013 per la pianificazione degli obiettivi e delle azioni in ambito digitale circa l’innovazione tecnologica delle proprie infrastrutture e dei propri servizi. Per il biennio 2020/21 il programma dell’Agenda Digitale Locale include, tra i suoi obiettivi, il sostegno alla comunicazione sui social anche attraverso la redazione di vademecum d’uso, la promozione di un uso consapevole e attento dei gruppi social nati e coordinati dai cittadini, l’alfabetizzazione digitale degli anziani e attività di orientamento nelle scuole sui temi dell’innovazione e del digitale.

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