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Condannato 90 volte, intesta soldi e azienda alla figlia: maxi sequestro della Finanza

All'imprenditore erano stati confiscati beni immobili e società per un valore complessivo di circa 3,6 milioni di euro, dal momento che era stato ritenuto soggetto “socialmente e fiscalmente pericoloso”

I militari della Guardia di Finanza di Bologna hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo di quote societarie, beni aziendali e disponibilità finanziarie del valore complessivo di oltre un milione di euro nei confronti di quattro soggetti ritenuti responsabili, in concorso fra loro, del reato di trasferimento fraudolento di valori.

Si tratta, in particolare, delle quote di una azienda agricola con sede ad Argenta che si estende su una superficie di oltre 5.000 metri quadri, e di tutti gli elementi presenti nel patrimonio aziendale - tra cui autovetture, alcune centinaia di capi di bestiame e le attrezzature agricole. L’attività, svolta dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bologna, rappresenta l’epilogo di una vicenda giudiziaria che – nel luglio dello scorso anno – aveva visto come destinatario di misure di prevenzione patrimoniali a norma del cosiddetto “Codice Antimafia” uno dei quattro soggetti ora indagati: un 73enne di origini pugliesi e residente nella provincia di Ferrara ma con interessi economici anche nel bolognese, nel ravennate e nel tarantino.

In particolare all'uomo, già noto per la commissione di diversi reati contro il patrimonio e gravato da oltre 90 condanne definitive, erano stati confiscati beni immobili e società per un valore complessivo di circa 3,6 milioni di euro, in quanto incongruenti con il suo profilo reddituale, dal momento che era stato ritenuto soggetto “socialmente e fiscalmente pericoloso”. I successivi approfondimenti investigativi hanno permesso di appurare come lo stesso, in concomitanza con il procedimento applicativo delle misure di prevenzione, avesse attribuito fittiziamente a terzi (la figlia e altri soggetti prestanome anche loro indagati) somme di denaro e una società, al fine di scongiurarne l’apprensione da parte dello Stato. Come evidenziato dallo stesso Gip, il 73enne “nel corso degli anni ha proceduto a intestare beni/immobili, quote societarie e altri beni a soggetti prestanome utilizzando false generalità... sue e dei suoi congiunti”, in attuazione di “una logica preventiva consistente nel sottrarre tali beni (illecitamente realizzati) da eventuali aggressioni patrimoniali o misure di prevenzione”.

Dalle indagini svolte, nello specifico, è emerso come l'uomo per l’intestazione dei beni o comunque per ostacolarne l’apprensione da parte delle procedure di legge si sia servito dell’azienda agricola oggetto del sequestro di mercoledì, della quale lo stesso è risultato essere l’effettivo “dominus”. Contestualmente all’esecuzione delle misure patrimoniali sono state eseguite anche perquisizioni locali delle abitazioni degli indagati e della società coinvolta.

L’attività svolta testimonia l’impegno del Corpo della Guardia di Finanza nel contrasto alla criminalità, perpetrato attraverso il sequestro di tutte quelle manifestazioni economiche che scaturiscono da condotte illecite connesse alla commissione di reati finanziari di particolare spessore.

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