Cronaca

Coronavirus, situazione grave a San Zaccaria. Il sindaco: "I residenti rispettino le regole"

Nell’ambito dell’indagine epidemiologica svolta dal dipartimento di Sanità pubblica di Ravenna dell’Ausl Romagna, è emerso in particolare che una fortissima attenzione è necessaria nella frazione di San Zaccaria

Nell’ambito dell’indagine epidemiologica svolta dal dipartimento di Sanità pubblica di Ravenna dell’Ausl Romagna, che ha intercettato i contatti stretti dei pazienti risultati positivi attivando i relativi provvedimenti di isolamento e sorveglianza attiva, è emerso in particolare che una fortissima attenzione è necessaria nella frazione di San Zaccaria, a Ravenna, dove si sono registrati già due casi di pazienti positivi al Coronavirus.

"La raccomandazione di seguire in maniera molto rigorosa le disposizioni vigenti per tutta la cittadinanza (e cioè la massima limitazione dei contatti interpersonali, la permanenza al proprio domicilio se non strettamente indispensabile, il rispetto assoluto della quarantena e delle relative modalità per coloro che si trovano in tale situazione), è dunque particolarmente forte per i residenti in quel territorio - allerta il sindaco Michele de Pascale - Tutto questo per garantire il più possibile la sicurezza del singolo e per contenere la diffusione delle esposizioni al Coronavirus, elemento importante per tutti ma in particolare per i soggetti più deboli come le persone anziane e/o affette da patologie croniche".

"San Zaccaria è il paese che negli anni '70 si inventò il calcio femminile e ha portato la squadra in serie A - ricorda il consigliere del Partito repubblicano italiano Andrea Vasi, residente nella stessa frazione - È il paese che negli anni '90, con la possibilità che la scuola elementare chiudesse, istituì un'associazione che, vendendo tovaglioli di pizzo in tutti i mercatini della Romagna e ricevendo donazioni da parte di imprenditori del paese, comprò un pulmino per portare casa-scuola e viceversa i bambini con l'aiuto, non posso non ricordarlo, del mio nonno Nicola e del mitico Fafò, che ancora oggi dà l'anima per la scuola ed è un punto di riferimento per tutti i bambini. É il paese che non è un dormitorio, e questo lo dobbiamo in ordine sparso e non per importanza al comitato cittadino, San Zaccaria Insieme, Circolo Endas San Zaccaria, Circolo Arci San Zaccaria, Chiesa, asilo e al campo sportivo. È il paese che vorrebbe sempre un servizio in più, rivendicandolo, giustamente ottenendolo. Per questo sento di dirvi, cari compaesani, che abbiamo lottato tante volte per l'interesse comune e oggi serve uno sforzo ancor maggiore per essere solidali con chi è malato e per essere corretti con chi ancora non lo è. Un abbraccio simbolico e un ringraziamento sentito, di cuore, a chi sta svolgendo il proprio lavoro garantendo alla comunità i servizi di prima necessità: Partendo dal nuovo medico di base fino alla farmacia, passando per tutte le attività ancora aperte come gli alimentari, la ferramenta, la lavanderia, i tabacchi e la banca. Un grande ringraziamento alle attività che, a prescindere dalle ordinanze, han deciso di chiudere, come le parrucchiere e il fisioterapista, mettendo la salute della gente di fronte a ogni cosa. Come dimenticare nei ringraziamenti tutte le aziende della zona artigianale e gli agricoltori che, con le dovute precauzioni, garantiscono ancora il lavoro. Scusate se dimentico qualcuno. Infine ringrazio voi, sanzaccheriesi, che state adottando ogni misura necessaria da subito, con grande serietà. Uniti ce la faremo, siamo di pelle dura, siamo testardi, siamo di San Zaccaria".

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