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Sabato, 20 Agosto 2022
Cronaca

Il Comune alla cerimonia commemorativa delle Fosse Ardeatine per ricordare Giovanni Frignani

Giovanni Frignani, volontario nella Grande Guerra, decorato con medaglia di bronzo al valor militare, passò in seguito all’Arma dei carabinieri arrivando al comando del gruppo interno di Roma col grado di tenente colonnello

La Presidente del Consiglio Comunale di Ravenna Livia Molducci e l'assessore con delega agli Affari Istituzionali Massimo Cameliani parteciperanno alla cerimonia commemorativa del 70° anniversario dell'eccidio delle Fosse Ardeatine in programma a Roma lunedì prossimo alle 10 nel Mausoleo Ardeatino, alla presenza del Capo dello Stato. Per i due rappresentanti delle istituzioni locali, la visita a Roma rappresenta un momento di particolare significato considerato che, in quel lontano 24 marzo del 1944, venne ucciso proprio alle Fosse Ardeatine, insieme ad altri 334 italiani, il carabiniere  ravennate Giovanni Frignani, medaglia d’oro al Valor militare alla memoria.

Sempre nella giornata di lunedì si svolgerà a Ravenna alle 17 nella Caserma Frignani di viale Pertini l’evento dal titolo “Ho servito come un buon soldato” Giovanni Frignani dalle trincee del Piave alle Fosse Ardeatine e Ardeatine. Si tratta di un incontro formativo sulla figura e l’azione del carabiniere ravennate al quale interverranno il Colonnello Guido De Masi, comandante provinciale dei carabinieri, Ouidad Bakkali, assessora alla Cultura, Pubblica Istruzione e Infanzia e Massimo Cameliani assessore Affari Istituzionali. La relazione sotto il profilo storico sarà a cura di Alessandro Luparini, responsabile culturale della Fondazione Casa di Oriani. La città di Ravenna ha reso omaggio lo scorso 8 novembre alla figura di Giovanni Frignani intitolandogli la strada adiacente alla caserma dei Carabinieri che porta il suo nome, un volume biografico e un convegno.

Breve Biografia - Giovanni Frignani, volontario nella Grande Guerra, decorato con medaglia di bronzo al valor militare, passò in seguito all’Arma dei carabinieri arrivando al comando del gruppo interno di Roma col grado di tenente colonnello. Toccò a lui, dietro ordine del re Vittorio Emanuele III, il compito di arrestare Benito Mussolini nel pomeriggio del 25 luglio 1943; uno ‘sgarbo’ che il duce non gli avrebbe mai perdonato, giurandogli vendetta. Dopo l’armistizio dell’8 settembre e il disarmo imposto dai tedeschi all’Arma, Frignani, passato in clandestinità, fu tra i principali organizzatori e animatori del Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri, una delle formazioni più attive nell’ambito della resistenza militare al nazifascismo, pagina fondamentale ma ancora troppo poco nota della nostra storia nazionale.

Catturato dalla Gestapo il 23 gennaio 1944, fu rinchiuso nell’infame carcere di via Tasso (a Roma) e sottoposto a terribili torture, ma non rivelò niente che potesse compromettere l’organizzazione clandestina, Due mesi dopo, il 24 marzo 1944 venne ucciso insieme ad altri 334 italiani alle Fosse Ardeatine, nella spaventosa rappresaglia ordinata dai nazisti per i fatti di via Rasella. Nell’Italia liberata Giovanni Frignani sarebbe stato insignito della medaglia d’oro al Valor militare alla memoria

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