Meteorologia, tornado e temporali al centro di un incontro a Faenza

In particolare la serata sarà dedicata a temporali e tornado, durante la quale si affronteranno diversi temi legati ai fenomeni severi

I cambiamenti climatici saranno al centro di un incontro che si terrà questa sera (giovedì) a Faenza alle 20,45 alla sala conferenze del Museo Civico Scienze Naturali in via Medaglie d’oro 51 con ingresso libero a tutti. In particolare la serata sarà dedicata a temporali e tornado, durante la quale si affronteranno diversi temi legati ai fenomeni severi. "Infatti, nonostante il nostro territorio non sia tra i più colpiti da questo tipo di fenomeni, nell'ultimo decennio si è osservato il verificarsi di eventi temporaleschi, non frequenti ma di notevole violenza, culminati con 2, forse 3, tornado nello stesso giorno a pochi passi da noi", spiega Pierluigi Randi, meteorologo-previsore di MeteoCenter.it/Meteoromagna.com, relatore della serata insieme a Roberto Ghiselli.

Randi ricorda quanto accaduto il 3 maggio 2013, quando tornado di categoria EF 3/EF 4, in grado di innescare venti ad oltre 250 km/h, si scatenarono tra le province di Modena, Bologna e Ferrara, causando danni enormi e solo per pura fortuna assenza di vittime. Una replica si ebbe sempre nel modenese nell'aprile 2014, mentre un violento tornado EF4 ha devastato il veneziano l'8 luglio dello scorso anno. "L'Italia non è certamente nuova a violenti fenomeni vorticosi, essendone occorsi diversi anche nel passato, tuttavia comincia a manifestarsi un segnale che evidenzia come, rimanendo sostanzialmente il numero complessivo di tornado, aumentino quelli violenti e potenzialmente più distruttivi, con tempi di ritorno che si stanno accorciando", chiosa Randi.

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"Tornado e tromba d'aria - illustra Randi - sono sinonimi e non due fenomeni diversi, che anche la nostra regione non è esente dal rischio. Probabilmente l'aumento dei tornado severi almeno in parte è legato al riscaldamento globale il quale ci sta portando primavere-estati sempre più calde con maggiore accumulo di energia convettiva disponibile nei bassi strati". Non mancheranno spiegazioni su come si formano questi violenti vortici, sul perché essi siano ancora oggi difficilmente prevedibili, ed i pericoli che possono portare. "Il cambiamento climatico è già una realtà ed è bene cercare di prendere confidenza con gli eccessi meteorologici che può e che potrà determinare", conclude Randi.

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