Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

La scuola ai tempi del Coronavirus: la lettera di un genitore

Di fronte all’emergenza, le scuole sono state chiamate a ricercare modalità d’insegnamento che permettano di superare le barriere fisiche

Di fronte all’emergenza, le scuole sono state chiamate a ricercare modalità d’insegnamento che permettano di superare le barriere fisiche, offrendo agli allievi la possibilità di accrescere l’esperienza formativa coinvolgendoli attraverso forme di didattica a distanza.

"Anche nella scuola che frequenta mia figlia alcuni professori, terminata la fase dei ripassi e avendo la necessità di affrontare nuovi argomenti per rispettare l’offerta formativa nei tempi pianificati, sono stati stimolati ad avvalersi di sistemi alternativi alla tradizionale lezione frontale - spiega Nicola Carnicella, consigliere territoriale di Lista per Ravenna - Le nuove tecnologie e i mezzi della comunicazione digitale sono così diventati loro ottimi alleati. Perdurando la situazione, si delineano quindi ruoli e impegni da collocare in dimensioni spazio temporali tra le più diverse, fondamentali perché i docenti, a fronte del rischio che l’assenza della normale routine scolastica crei disorientamento o addirittura la percezione di vacanze estese, non solo mantengano il contatto con i discenti, ma colgano impreviste opportunità per tracciare e radicare canali di apprendimento attivo capaci di coniugare l’aspetto cognitivo con quello pedagogico e affettivo. In questa cornice e con lo sguardo al futuro, auspico che l’assessorato alla pubblica istruzione e infanzia raccolga le eccellenze della didattica a distanza che emergono dalle nostre scuole, affinchè che possano essere proposte come buone pratiche da estendere e promuovere sull’intero territorio del Comune di Ravenna, magari anche oltre, sostenute coi dovuti investimenti. Potranno servire non solo in caso di chiusure degli edifici scolastici impreviste o necessitate da calamità, o per mantenere in collegamento quotidiano con la classe gli alunni costretti ad assenze prolungate, ma come arricchimento della didattica stessa oltre il rapporto faccia a faccia tra gli attori della scena educativa".

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