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Martedì, 9 Agosto 2022
Cronaca Cotignola

La storia della Segavecchia in un murales: a firmarlo due street artists di fama mondiale

Hamada e Bandido già da tempo lavorano insieme e oggi vivono a Barcellona. Dopo la performance cotignolese, gli artisti andranno in Costa Rica

Fino a domenica due street artists di fama internazionale saranno a Cotignola per scrivere (o meglio “pittare”) un nuovo capitolo del progetto “Dal museo al paesaggio”. Si tratta di Mina Hamada e Zosen Bandido, che avranno il compito di realizzare un murale dedicato alla Segavecchia, la più antica sagra cotignolese, che risale ai tempi degli Sforza e nel 2017 compirà ben 566 anni. Hamada è una pittrice giapponese e i suoi lavori sono caratterizzati dall’utilizzo di forme astratte e organiche, con colori caldi e accesi, su uno sfondo monocromatico. Forme piatte e morbide interagiscono in maniera armoniosa, conferendo ai dipinti un “leitmotif” inconfondibile”. Bandido, di origini argentine, predilige l’utilizzo di colori al neon e forme geometriche, arrivando a creare una propria mitologia nei suoi graffiti, animati da personaggi fantastici.

LA COLLABORAZIONE DEI GIOVANI - Hamada e Bandido già da tempo lavorano insieme e oggi vivono a Barcellona. Dopo la performance cotignolese, gli artisti andranno in Costa Rica per una conferenza sulla street art e successivamente saranno in Messico per la realizzazione di alcuni murales. Durante il lavoro di creazione dei murales, saranno coinvolti anche gli studenti dell’istituto comprensivo “Don Stefano Casadio”: saranno infatti loro a raccontare la storia della Segavecchia ai due artisti e lo faranno in lingua spagnola; approfitteranno poi dell’occasione per intervistare Mina e Zosen e chiedergli del loro lavoro. Gli studenti sono già al lavoro sulla street art, studiandone tecniche e artisti, e sono stati condotti in visita ai diversi murales realizzati a Cotignola, sotto la guida di Massimiliano Fabbri, direttore del museo civico “Luigi Varoli” e della scuola Arti e mestieri. 

I MURI DIPINTI - Diversi sono i muri già dipinti a Cotignola: la Signora K e James Kalinda hanno realizzato sulle facciate di due palazzi omogenei il ritratto di Muzio Attendolo Sforza e della compagna Lucia degli Attendoli, capostipiti del ceppo della nobile famiglia. Una vecchia cabina Enel è stata trasformata dal Collettivo Fx in un Distributore non automatico di Coraggio, in omaggio al valore di alcuni concittadini durante la guerra. Su un manufatto di cemento del Canale emiliano-romagnolo, l’artista madrileno Gonzalo Borondo ha realizzato due volti mimetizzati nei colori della campagna circostante. È stato dipinto un ulteriore murale che raffigura una scena della Segavecchia in tempi di guerra a cura di Micol Lavinia Lundari, nonché due murales dedicati a figure del folklore locale. L’artista Reve Più ha dipinto una parete di una casa rurale con un murale ispirato alla fauna e flora del fiume Senio.

IL PROGETTO - Il progetto che coinvolge Mina Hamada e Zosen Bandido è organizzato dal Comune di Cotignola in collaborazione con il museo civico “Luigi Varoli”, l’istituto comprensivo “Don Stefano Casadio” di Cotignola e l'associazione Indastria di Ravenna. “Dal museo al paesaggio” è un progetto di riqualificazione urbana che nasce per raccontare la storia del paese attraverso la realizzazione di murales, dunque opere d’arte all’aperto, visibili a tutti. Lo scopo è quello di arrivare a un percorso urbano caratterizzato dal duplice impatto, visivo e culturale.

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