Musica contro la quarantena: con il Coronavirus nasce la nuova sfida dei concerti in streaming

Un vero e proprio festival streaming pensato per portare il concerto a casa delle persone e sconfiggere il senso di oppressione che si sta diffondendo ormai in tutta Italia

Il Coronavirus chiude i palchi e le band rispondono con lo streaming. Una maniera per combattere panico e senso di isolamento, soprattutto in quelle zone più colpite dalla diffusione della malattia; un'idea messa in pratica anche da alcune band nostrane (per esempio i ravennati Rigolò e i lughesi PierNino). Nasce da questa esigenza il gruppo pubblico Musica contro il Corona Virus, uno spazio in cui ogni artista si può esibire liberamente annunciando le proprie dirette, negli orari che preferisce, con la scaletta che vuole.

Ma Musica contro il Corona Virus è andato oltre: si è trasformato in un vero e proprio festival streaming pensato per portare il concerto a casa delle persone e sconfiggere il senso di oppressione che si sta diffondendo ormai in tutta Italia. Insomma, i "normali" concerti dal vivo sono annullati, tantissimi locali sono chiusi, la gente deve cercare di evitere contatti il più possibile, ma la musica non manca. E probabilmente non è un caso che la mente di questa iniziativa (alla quale hanno già aderito band e artisti romagnoli come gli Est, il cesenate Ugo Fagioli e il riminese LucaFall) sia Alice Mazzoni, esperta del mondo digitale che vive e lavora a Correggio, in piena "zona rossa". Mente organizzativa del festival, Alice è affiancata nel progetto da Francesco, Giada, Giulia, Chiara e Laura.

Alice, come nasce il progetto Musica contro il Corona Virus?

Il progetto è partito il 25 febbraio, in seguito alla prima ordinanza. Mentre ne discutevo con due amici musicisti (Nicholas Merzi e Tizio Bononcini) abbiamo visto la soluzione sotto i nostri occhi: fare dei concerti in steaming tentando di coinvolgere vari artisti. Abbiamo lanciato questa iniziativa per "tenerci compagnia", soprattutto nel momento di panico generale che ha contraddistinto i primi giorni con la corsa ai supermercati. Insomma, un modo per divertirsi e non farsi prendere dall'angoscia. In pochi giorni avevamo già trovato 28 artisti e molto interesse nel pubblico. Presto abbiamo iniziato a parlare di questa iniziativa come di un "festival", quando è giunta la nuova ordinanza del 1 marzo. Proprio allora mi sono occupata della prima serata del festival.

Come funziona una serata del festival?

Noi pubblichiamo sulla nostra pagina Facebook orari e link dei concerti dei vari artisti. Cerchiamo di scegliere tutti, senza limiti di genere. Sia band che singoli, anche se cerchiamo di posticipare i gruppi a fine festival, visto che molti non possono incontrarsi proprio a causa delle ordinanze. Cerchiamo di incasellare tutti, facendo selezione in modo da garantire al pubblico un minimo di qualità in ogni live. 

Come sono andati questi primi giorni di live in streaming?

Fino al 1 marzo abbiamo registrato 45mila viulizzazioni per 28 artisti, ma alla chiusura della seconda settimana abbiamo superato le 72mila visualizzazioni con più di 650 minuti di musica live in diretta. Un dato che davvero non mi aspettavo. Abbiamo anche ricevuto la partenership di Keep-on, l'associazione di categoria dei Live Club e Festival italiani.

Cosa deve fare un musicista o una band per prendere parte a questo progetto?

Gli artisti non devono far altro che inviare la propria candidatura attraverso il form presente sulla pagina Facebook. Nel gruppo ognuno è il benvenuto. L'obiettivo è duplice: da una parte tenere compagnia alle persone e stare calmi, dall'altra dare spazio alla musica originale.

Potrebbe essere questa una nuova frontiera della musica o, una volta ristabilita una situazione normale, i live in streaming saranno dimenticati?

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Per me non è nemmeno una nuova frontiera, ma un'evoluzione naturale della musica. Logicamente il digital non sostituirà mai il concerto dal vivo, ma questi due mondi in futuro potrebbero finire per sposarsi e completarsi.

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