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Novità alla Bassona, ma i naturisti vogliono altro: "Serve una spiaggia più larga"

Laghi (ex presidente Aner): "La spiaggia della Bassona frequentata dai naturisti oggi è ridotta a circa 450 metri dai 2200 metri che era sino al 2010"

Sono state annunciate qualche giorno fa le novità in arrivo per la spiaggia naturista della Bassona di Lido di Dante, che ogni anno attira turisti e visitatori da tutta Italia e anche dall'estero. A commentarle Fidenzio Laghi, ex presidente Associazione Nudista Emiliano Romagnola (Aner). "Si è detto detto che il comune di Ravenna si sarebbe adoperato per rendere possibile un nuovo riconoscimento pubblico (dopo 14 anni) verso il turismo naturista nella nota spiaggia della Bassona - spiega Laghi - Gli ostacoli non facili da superare che non consentivano, a loro dire ma per me sbagliando, la continuazione del riconoscimento ufficiale del comune in atto sino al 2006 concesso dal sindaco Vidmer Mercatali, sarebbero stati rimossi dalla Regione modificando l’interpretazione della legge regionale intitolata “Valorizzazione del turismo naturista”".

"Io ritengo che non si sia voluto solamente contrastare il comportamento dell’ex sindaco Fabrizio Matteucci per i motivi che ora dico - continua l'ex presidente Aner - Il sindaco Matteucci non si dimostrò amico dei naturisti: come dimostrato, a mio parere, anche e non solo con l’arrivo delle ulteriori denunce verso i naturisti del 2012; Matteucci non rinnovò il riconoscimento al naturismo del suo predecessore col falso pretesto che la legge regionale in vigore chiedeva la presenza dei servizi igienici. A suo e solo a suo dire (a parte, ritengo, i compagni di partito per solidarietà) la legge regionale “Valorizzazione del turismo naturista” emanata nel luglio 2006 richiedeva la presenza obbligata dei “servizi igienici” e non poteva farli perché la forestale non autorizzava; quindi alla Bassona non si poteva fare naturismo ponendo anche cartelli che riportavano gli articoli del codice penale 726 e 527. Cosa che non mi risulta interpretando bene la lingua italiana perché il termine "servizi" inserito all'articolo 3 della legge comma 2 (Nelle aree pubbliche destinate al naturismo dovranno essere costruite semplici infrastrutture destinate a servizi che siano scarsamente visibili, non inquinanti, rispettose dell'ambiente e degli eventuali vincoli esistenti.) non obbliga edintende servizi in generale che possono essere quelli essenziali per valorizzare il turismo come il bagnino di salvataggio, la pulizia della spiaggia ed altri come un punto di ristoro e pure i gabinetti (non obbligatori) e non solo gabinetti che una legge non avrebbe potuto neppure volere come unico servizio per valorizzare il turismo naturista. Aggiungo inoltre che due servizi igienici furono posti subito alle spalle della spiaggia naturista dal sindaco Vidmer Mercatali nel 1997 con il consenso del responsabile della Biodiversità di Punta Marina ora Comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato, Colonnello Giovanni Naccarato e poi, visto lo scarsissimo uso e per difficoltà finanziarie, non furono più installati. Quindi se la forestale diceva sì si potevano porre, ma forse, era in atto un piano antinaturista".

"Ora con la nuova delibera regionale per ottenere il riconoscimento ufficiale dell’ente locale di un’area consentita al naturismo si obbligano i servizi igienici accessibili ai disabili e si complica la legge approvata nel luglio 2006 e località molte frequentate dai naturisti come quella sul fiume Trebbia nel piacentino non potranno essere mai riconosciute ufficialmente, come ha fatto lo scorso agosto il Comune di Varallo (Vercelli) riconoscendo con delibera una spiaggia per naturisti sul fiume Sesia - spiega Laghi - Un eventuale riconoscimento del Comune di Ravenna per la Valorizzazione del naturismo naturista va emesso con delibera e non con ordinanza come, mi pare, dica la Corte Costituzionale nella sentenza n°115 del 2011 per un’area consentita al naturismo. Comunque non è obbligatorio perché il naturismo è legale quando viene praticato in aree note: come si è visto da decenni dalle numerose archiviazioni e sentenze nazionali comprese quelle di Ravenna anche per le denunce del 2012 che approfittavano di una legge non del tutto chiara che va modificata ed il naturismo si può benissimo praticare in un’area nota anche non riconosciuta da un ente locale. Oggi sono sei le regioni che riconoscono per legge il naturismo (l’Emilia Romagna fu la prima) e 12 le località marine e fluviali consentite al naturismo dal comune di appartenenza".

"La spiaggia della Bassona frequentata dai naturisti oggi è ridotta a circa 450 metri dai 2200 metri che era sino al 2010 e in questa area i naturisti sono ridotti a sardine (lo dico da anni) nei fine settimana - punta il dito Laghi - Essendo la spiaggia molto stretta c’è posto solo per meno di 500 persone sino a fine luglio. Per i naturisti la stagione inizia a fine marzo e, se si vogliono aumentare le presenze attuali ma anche per le presenze attuali, oltre ad alcuni servizi occorre ampliare la spiaggia portandola almeno dal prossimo anno sino all’altezza dell’attuale pennello di protezione più a sud di Lido di Dante. Con la nuova delibera regionale non si aumenta il turismo naturista se non si concede ulteriore spazio per loro in spiaggia. Certamente una delibera che riconosca il naturismo è un atto buono e di rispetto civile verso una minoranza e porta vantaggi economici se alle parole seguono i fatti e, si spera, non solo ulteriori promesse elettorali come quelle che De Pascale fece quando era candidato a sindaco (poi eletto) nel 2016 e per il Pd nelle vicine elezioni regionali".

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