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Per un estate sicura il vademecum della Guardia Costiera: attenzione in mare

La Capitaneria di porto ritiene utile, pertanto, indicare alcune raccomandazioni, che compongono il decalogo del diportista, ovvero alcune semplici accortezze che il bagnante dovrebbe seguire per la propria sicurezza e quella altrui

È un lungo ed intenso ponte di Ferragosto quello che si prospetta per i turisti, i bagnanti ed i diportisti della Romagna, che si riversano sulle coste dalla Riviera per assaporare il gusto anche fugace di un'estate che non ha mancato di farsi aspettare e desiderare. Alla stessa maniera, si preparano a 4 giorni di lavoro incessante gli uomini ed i mezzi della Guardia costiera, che similmente vivono ed operano nel quotidiano lungo le stesse coste, per tutelare la sicurezza dei bagnanti in mare e lungo le spiagge, nonché garantire il rispetto di tutti i comportamenti e le accortezze necessarie per vivere al meglio il mare, in sicurezza, tutelandone risorse e spazi comuni.

Così, in previsione dell'esponenziale incremento di persone e diportisti che proprio in questi giorni animeranno la Riviera, la Capitaneria di porto intende richiamare la comune attenzione sull'importanza di alcune semplici regole, per poter godere a pieno ed in completa sicurezza la tanto sospirata "parentesi di mezza estate". “Prudenza, precauzione, e soprattutto rispetto del mare e della libertà e spazi altrui nell'utilizzazione delle aree costiere”. È questa la prima raccomandazione che Il Capitano di Vascello (Cp) Giuseppe Meli, Comandante del porto di Ravenna e Direttore Marittimo dell'Emilia Romagna fa ai bagnanti e diportisti romagnoli. Lo stesso continua: “Purtroppo, l'imprudenza e la scarsa attenzione dei divieti e dei consigli, anche apparentemente scontati, sono sovente alla base dei casi di annegamento che ci troviamo  a soccorrere. Ed è altrettanto fondamentale comprendere che comportamenti incuranti delle norme di sicurezza in mare, possano soprattutto mettere a repentaglio la vita di quanti, per generosità, altruismo, servizio prestano soccorso a chi è in difficoltà. Tali tragedia non possono essere concepite in un Paese come il nostro che vive di mare”.

La Capitaneria di porto ritiene utile, pertanto, indicare alcune raccomandazioni, che compongono il decalogo del diportista, ovvero alcune semplici accortezze che il bagnante dovrebbe seguire per la propria sicurezza e quella altrui:

IN SPIAGGIA RICORDARE SEMPRE DI:
Avvisare sempre la Capitaneria di Porto (direttamente o anche tramite l’assistente bagnante) di situazioni di pericolo senza simulare situazioni di pericolo per gioco ricordando che i concessionari degli stabilimenti balneari e gli operatori della spiaggia in genere hanno l’obbligo di segnalare tempestivamente all’Autorità Marittima e/o alle Forze di polizia gli incidenti verificatisi sul demanio marittimo e negli specchi acquei antistanti;
Non entrare mai in acqua da soli (anche il più banale incidente potrebbe avere gravi conseguenze);
Evitare un’eccessiva esposizione al sole e proteggersi nelle ore di maggior caldo con cappellino e occhiali scuri;
Indossare indumenti chiari, non aderenti, di fibre naturali; evitare fibre sintetiche che impediscono la traspirazione e/o possono provocare arrossamenti, pruriti e irritazioni;
Se si è stati troppo tempo esposti al sole, entrare in acqua gradatamente, bagnandosi adeguatamente con le mani (evitare assolutamente di fare il bagno se si è preso un colpo di sole o se si riscontrino quei sintomi come leggero mal di testa, vertigini, sensazione di freddo, eccessivo fastidio alla luce, che precedono l’insolazione);
Fare pasti leggeri assumendo molta acqua evitando di bere alcolici ad alta gradazione;
Evitare i farmaci che alterano lo stato di coscienza o che inducono sonnolenza;
Se non si sa nuotare, bagnarsi esclusivamente in acque molto basse e sotto il controllo diretto del personale addetto alla sicurezza (sui fondali sabbiosi che degradano lentamente, le onde e le correnti possono creare insidiosissime buche che si spostano col mutare delle condizioni ambientali, rendendo da un giorno all’altro pericoloso un tratto di mare che fino al giorno precedente non lo era affatto);
Se non si è in grado di nuotare per lunghe distanze, non lasciarsi convincere da un amico a nuotare fino alla boa o allo scoglio distante da riva;
Quando si fa il bagno non allontanarsi mai troppo dai compagni, da riva, dal natante appoggio, dalla visibilità del bagnino;
Non allontanarsi mai troppo dalla costa usando materassini, ciambelle, piccoli canotti gonfiabili;
Non tuffarsi mai se non si è provetti tuffatori e, comunque, non tuffarsi se prima non si è ispezionato il fondale;
Non forzare mai le proprie prestazioni anche se si è nuotatori provetti;
Se si è colti da crampi non agitarsi, distendersi sul dorso e chiedere aiuto;
Non toccare oggetti non meglio identificati; in caso di rinvenimento di tali oggetti avvisare immediatamente la Capitaneria di Porto ed attendere le disposizioni che verranno dal personale militare;
Non disturbare le creature marine e segnalare, alla Capitaneria di Porto, eventuali specie protette ferite o spiaggiate;
Non abbandonare rifiuti sulla spiaggia.

NON FARE IL BAGNO:
prima che siano trascorse almeno tre ore dall’ultimo pasto;
se il bagnino di salvataggio in torretta ha esposto la bandiera rossa;
quando il mare è mosso, se spirano forti venti, se vi sono forti correnti;
se non si è in perfette condizioni psicofisiche (ricordarsi che non basta la visita medico-sportiva per garantire da possibili incidenti: ogni volta che si entra in acqua fare un rapido check-up sulle proprie condizioni in quel preciso momento);
se l’acqua è molto fredda (o se la temperatura dell’acqua è di molto inferiore alla temperatura ambiente);
in acque inquinate o che hanno probabilità di esserlo, nelle zone in cui è vietata la balneazione, nei porti, nei porti-canali, nei corridoi di entrata/uscita di imbarcazioni.
 
CONSIGLI RIVOLTI AI SUBACQUEI
Effettuare un corso di immersione in apnea presso una scuola qualificata (erroneamente l’apnea è ritenuta meno pericolosa dell’”ARA in pratica sistemi di respirazione autonomi o vincolati ad aria”);
effettuare il controllo medico specialistico periodico (almeno una volta all’anno);
non immergersi se non si è in perfette condizioni psico-fisiche;
non immergersi se non sono passate almeno quattro ore dall’ultimo pasto;
prima di ogni immersione controllare accuratamente le attrezzature;
non effettuare l’iperventilazione ma immergersi dopo una o due profonde ventilazioni;
immergersi sempre mediante l’ausilio di una sagola (cima) collegata alla boa segna sub;
immergersi almeno in due ed effettuare le apnee alternativamente in modo che il subacqueo in superficie controlli a vista il compagno in immersione;
immergersi in equilibrio idrostatico leggermente positivo;
non prolungare mai molto l’apnea ed iniziare subito la risalita al più tardi alla prima contrazione diaframmatica;
far passare almeno tre minuti tra un’apnea e l’altra per compensare il debito di ossigeno acquisito aumentando l’intervallo con l’aumento complessivo dell’immersione;
verificare continuamente la propria preparazione sulle principali nozioni di tecnica dell’immersione, di salvamento e rianimazione.

CONSIGLI RIVOLTI AI POSSESSORI DI IMBARCAZIONI E/O NATANTI DA DIPORTO
controllare sempre, se l’imbarcazione è a motore, che ci sia carburante a sufficienza per andata e ritorno;
controllare le attrezzature di bordo: remi, dotazioni e dispositivi di sicurezza di bordo, tappo - se questo è autosvuotante – cinture di salvataggio per ogni persona, ancora, candele di scorta con chiave e cartavetrata, se la barca è a motore;
non trasportare mai un numero di persone superiore a quello per cui l’imbarcazione è omologata;
distribuire bene il carico a bordo;
la navigazione a motore o a vela , durante la stagione balneare (16 aprile/05 ottobre 2014) è consentita solo a distanza superiore ai 500 metri dalla costa; per avvicinarsi alle spiagge utilizzare gli appositi corridoi di lancio;
le unità navali a motore che navigano nella fascia di mare compresa tra i 500 e i 1000 metri dalla costa, devono tenere una velocità non superiore a 10 nodi e, comunque, devono navigare con, lo scafo in dislocamento;
prima di uscire in mare chiedere sempre consiglio ad un esperto del posto, che conosca bene la zona; chiedere se ci sono secche o scogli non segnalati e affioranti, e se ci sono al largo correnti costanti molto forti che potrebbero pregiudicare la stabilità di navigazione o addirittura il rientro a terra;
informarsi sulle condizioni di mutabilità meteorologica del mare;
informare sempre i familiari, i conoscenti od i responsabili dei sodalizi nautici presso le cui strutture staziona l’imbarcazione in merito alla navigazione da effettuare e sull’ora prevista di rientro;
controllare l’efficienza del radiotelefono di bordo, ovvero portare sempre con se un telefono cellulare, preoccupandosi di avere una batteria di rispetto;
non gettare rifiuti in mare;
in caso di rinvenimento di oggetti non meglio identificati, avvisare immediatamente la Capitaneria di Porto ed attendere le disposizioni che verranno dal personale militare;
prestare soccorso, nei limiti della propria sicurezza, ad eventuali imbarcazioni in difficoltà, avvisando immediatamente la Sala Operativa della Capitaneria di Porto;
osservare le disposizioni in materia di sicurezza della navigazione e salvaguardia della vita umana in mare;
se il mare tende a ingrossare fare indossare a tutte le persone a bordo le cinture di salvataggio;
in caso di incendio a bordo contattare subito la Capitaneria di Porto, spegnere il motore e far mettere tutte le persone a bordo con il vento alle spalle;
in caso di falla contattare subito la Capitaneria di Porto, dirigere subito verso terra, tentare di otturare la falla con qualsiasi tipo di materiale a disposizione, se la falla è vicina al livello dell’acqua spostare i pesi dalla parte opposta per tenere la falla fuori dall’acqua, far indossare a tutte le persone a bordo le cinture di salvataggio; qualora l’affondamento fosse inevitabile sganciare tutto il materiale galleggiante presente a bordo (parabordi, ecc…) e prepararsi a lasciare l’unità approntando le dotazioni di sicurezza (atolli e/o zattere) e provvedendo a prendere un mezzo di comunicazione (radio portatile o telefono cellulare), acqua, eventuali razzi di segnalazione e boette fumogene e indossare indumenti caldi per aumentare i tempi di sopravivenza in acqua e annotare l’ultima posizione nota;
ricorda sempre che la zattera di salvataggio a bordo va tenuta in un punto  di facile accesso (non chiusa nei gavoni o conservata sotto coperta)

PER CHI USA TAVOLE A VELA (WINDSURF)
chi pratica windsurf  deve aver compiuto almeno 14 anni di età o 8 anni se se assistito da istruttori federali di scuole vela;
indossare sempre il mezzo ausiliario di galleggiamento approvato ai sensi della normativa vigente (cinture di salvataggio, trapezio galleggiante, muta galleggiante) indipendentemente dalla distanza dalla costa cui la navigazione è svolta;
è vietato navigare entro 500 mt. dalle spiagge; per raggiungere il largo servirsi degli appositi corridoi di lancio;
non allontanarsi troppo dalla costa (il limite massimo è 1 miglio dalla costa);
non navigare per troppo tempo col vento in poppa o nella stessa direzione se non si conoscono tutte le andature, se non si riesce a rientrare disarmare l’albero arrotolandogli la vela attorno e posandolo sulla tavola e remare usando il boma come pagaia;
in assenza di corridoi di lancio/atterraggio, per navigare nella fascia di mare fino a 500 mt dalla costa, si ha l’obbligo di procedere a vele ammainate;
Ricorda che è vietato praticare windsurf in porto e lungo la rotta di accesso allo stesso.  

PER CHI PRATICA KITE SURF
l’età minima per chi pratica kite surf è fissata a 16 anni;
è fatto obbligo a chi pratica kite surf di indossare permanentemente oltre a un mezzo di salvataggio individuale un casco protettivo di tipo ciclistico;
nelle zone vietate alla navigazione (entro i 500 mt dalla battigia) la partenza e l’atterraggio dei kite surf deve avvenire attraverso appositi corridoi di lancio/atterraggio aventi caratteristiche adatte (ricorda che il corridoio per il kite ha caratteristiche diverse dai corridoi utilizzati per tutte le altre unità); ;
non lasciare incustodito il kite surf senza avere scollegato almeno un lato dell’ala e riavvolto completamente il boma.
Collegare le cime (cd. Linee) solo quando si decolla ed assicurarsi altresì di scollegarle quando si atterra;
non allontanarsi troppo dalla costa (il limite massimo è 1 miglio dalla costa);
Ricorda che è vietato praticare kitesurf in porto e lungo la rotta di accesso allo stesso.  

CON LA MOTO D’ACQUA
Per andare in acquascooter occorre:
essere in possesso della patente nautica;  
indossare sempre una cintura di salvataggio nonché un casco protettivo di tipo ciclistico o di quelli prescritti dalla Federazione Italiana Motonautica (questa regola vale sia per il conduttore della moto d’acqua che per le persone imbarcate);
durante la stagione balneare usare gli appositi corridoi di lancio per la partenza e l’atterraggio, procedendo a lento moto e tenendo il tubo di scarico sotto al pelo dell’acqua con velocità non superiore ai 3 nodi;
è consentita la navigazione solo in ore diurne e con condizioni meteo-marine assicurate
è consentita la navigazione nella fascia di mare compresa tra 500 metri e 1000 metri dalla costa ad una velocità non superiore ai 10 nodi;
non è possibile navigare con l’acquascooter all’interno del porto di Ravenna neanche per raggiungere gli impianti di distribuzione del carburante;
Le moto d’acqua dovranno obbligatoriamente essere provvisti di acceleratore a ritorno automatico nonché di un dispositivo sul circuito di accensione assicurante l’arresto del motore in caso di caduta del conduttore (sono esenti le unità dotate di self-circling)

BALNEAZIONE E PESCA
Ricorda inoltre che non puoi fare il bagno:
In porto;
Nel raggio di 150 mt. da ostruzioni e/o moli dell’imboccatura dei porti;
All’interno dei corridoi di atterraggio;
Entro 100 mt dalle scogliere in costruzione o in corso di sistemazione;
Nelle foci, nei canali e corsi d’acqua demaniali marittimi comunicanti con il mare;
durante la stagione balneare (16 aprile/15 ottobre) nella fascia riservata alla balneazione (fino a 300 mt dalla battigia) È  VIETATO l’esercizio di qualunque tipo di pesca;  


La Sala Operativa della Capitaneria di porto di Ravenna opera 24 ore al giorno e può essere contattata:
A)    attraverso il “Numero Blu” telefonico 1530;
B)    per telefono al numeri  0544.443011 – (fax 0544.447498);
C)    Via VHF sul canale 16;
D)    per e-mail all’indirizzo cpravenna@mit.gov.it
Nei casi di emergenza, si invitano gli eventuali utenti a fornire quante più notizie utili alla risoluzione dell’emergenza, attenendosi scrupolosamente alle indicazioni che verranno fornite dal personale militare della stessa Autorità Marittima.

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