Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Bagni dei bar utilizzabili senza consumazione? Ancisi provoca: "Inizi il sindaco col bagno a lui riservato in Comune"

Baristi e pubblici esercenti costretti per regolamento di Polizia Urbana a consentire l'utilizzo dei bagni senza subordinarlo ad una consumazione? La proposta è contenuta nella bozza del nuovo regolamento

Baristi e pubblici esercenti costretti per regolamento di Polizia Urbana a consentire l'utilizzo dei bagni senza subordinarlo ad una consumazione? La proposta è contenuta nella bozza del nuovo regolamento e, manco a dirlo, sta suscitando grosse polemiche. A esprimere dissenso è Lista per Ravenna, per bocca del capogruppo Alvaro Ancisi: “Ho trasmesso oggi stesso alla presidenza della commissione Affari istituzionali un emendamento che cancella questa imposizione”. “Mentre è obbligo degli esercenti di pubblici servizi - scrive Ancisi nella motivazione dell’emendamento - offrire a chi usufruisce del loro servizio toilette funzionanti, pulite e decorose, deve essere lasciata alla loro libera scelta concederne la disponibilità a terzi. Un servizio pubblico di toilette ad uso della cittadinanza e dei turisti e visitatori della città è compito e dovere esclusivi dell’amministrazione comunale”.

Ed ancora Ancisi: “Ma la ragione fondamentale, secondo Ancisi, è che siffatta norma viola l’art. 41 della Costituzione italiana, esponendosi dunque ai ricorsi giudiziari di qualunque titolare di pubblico esercizio che se ne sentisse danneggiato. Infatti, siccome ‘l’iniziativa economica privata è libera’, solo ‘la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché…possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali’. E per fortuna, il Comune di Ravenna non può fare leggi, almeno finché non sarà riconosciuto come Repubblica Democratica Popolare, qual è di fatto”.

E conclude con una provocazione: “Se la maggioranza proprio vuole così, deve se mai consentire a chiunque l’uso dei servizi igienici attivi nelle sedi aperte al pubblico di enti, società, aziende, agenzie, ecc. che svolgono servizi pubblici (istituzionali, educativi, sociali, imprenditoriali, ecc.), a cominciare da quelle di proprietà del Comune, ma non solo, senza escludere le toilette riservate alle sole funzioni fisiologiche dei loro alti gradi. Si potrebbe coprire capillarmente tutto il territorio comunale, comprese le piccolissime frazioni. Ad esempio, per servire il pubblico della piazza centrale di Ravenna, basterebbe mettergli a disposizione la toilette di Palazzo Merlato la cui chiave è nelle mani esclusive del sindaco. Questa tuttavia non è una proposta di Lista per Ravenna, bensì un richiamo rivolto alla Giunta comunale, proponente del regolamento in oggetto, affinché sia almeno coerente con le proprie suggestioni populistiche. Possiamo però contribuire a scriverla”.

Lista per Ravenna annuncia infine che, entro questa stessa settimana, presenterà una proposta, a cui stava lavorando da tempo, volta ad istituire nella zona della stazione ferroviaria le toilette pubbliche tuttora inesistenti, sulla base di valutazioni tecniche che ne assicurano la fattibilità, nonché l’ottima e conveniente gestione.

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