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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca Centro / Via Bassano del Grappa

Inseguimento, speronamento e spari: muore un tunisino

Scene da film nella notte di Pasqua a Ravenna, con colpi d'arma da fuoco e inseguimenti in mezzo alla città. Nella notte di Pasqua una Audi A3 si è data alla fuga ad un posto di blocco della Municipale

E' morto all'ospedale "Santa Maria delle Croci" di Ravenna un tunisino di 27 anni, già noto alle forze dell'ordine per spaccio di droga, ferito con un colpo d'arma da fuoco durante un inseguimento in auto a folle velocità con i carabinieri. Due connazionali che viaggiavano con lui sono rimasti illesi e sono stati arrestati. Gli occupanti della vettura, una Audi A3, sono risultati positivi all'alcol e alla droga. Nell'episodio sono rimasti contusi due uomini dell'Arma.

Inseguimento e spari a Ravenna (foto di Massimo Argnani)

L'INSEGUIMENTO - Scene da film nella notte di Pasqua a Ravenna, con colpi d'arma da fuoco e inseguimenti in mezzo alla città.  Tutto è cominciato attorno a mezzanotte in viale delle Nazioni. Durante un servizio coordinato di controllo che vedeva coinvolte pattuglie di carabinieri, polizia e vigili urbani, una pattuglia della Municipale ha notato un'Audi A3 con tre magrebini a bordo procedere a zigzag. Un agente della Municipale ha intimato l'alt, ma il veicolo anziché fermarsi ha accelerato a folle velocità. Immediatamente è partita richiesta di collaborazione ai Carabinieri che subito di sono mossi due pattuglie, che istantaneamente hanno dato la caccia ai fuggitivi.

SPERONAMENTO - Una delle due auto dell'Arma è stata speronata dall'auto in fuga e messa "fuori gioco". Nel frattempo è stata chiamata in causa anche la Polizia, anch'essa messasi alla caccia dell'Audi in fuga. L'inseguimento è proseguito a folle velocità per le vie di Ravenna, con l'Audi che ha imboccato contromano via Ravegnana,  fino a quando in  via Bassano del Grappa, i Carabinieri sono riusciti a bloccare l'auto. "E sotto quella strada c'era una scarpata di una quindicina di metri - ha spiegato il comandante provinciale dell'Arma, col.Guido De Masi - Siamo stati fortunati altrimenti saremo qui a piangere due militari". Gli spari sono partiti quando un passeggero dell'A3 ha mostrato una pistola, una scacciacani, ferendo gravemente il 27enne, che si trovava alla guida. Sul posto nel frattempo sono giunte altre auto della Polizia di Stato e della Municipale. Un testimone ha confermato che dall'Audi i tunisini hanno puntato l'arma contro i militari. Un'altra pistola è stata trovato sopra un tappetino, lato guida.

MORTE IN OSPEDALE E ARRESTI - Sul posto sono intervenuti i sanitari di "Romagna Soccorso" con due ambulanze e l'auto col medico a bordo, che hanno trasportato il ferito all'ospedale "Santa Maria delle Croci", con il codice di massima gravità. Il giovane è poi è deceduto in ospedale dopo un'intervento chirurgico. Sull'auto sono state recuperate due armi giocattolo. In manette sono finiti un 34enne ed 25enne, senza fissa dimora, che sono rimasti illesi. Nel bilancio finale anche due carabinieri contusi e giudicati guaribili in una decina di giorni

INDAGINI - Le indagini, sulle quali al momento non sono trapelati dettagli, sono condotte dai carabinieri e coordinate dal sostituto procuratore Cristina D'Aniello. I militari coinvolti nell'episodio sono stati indagati come atto dovuto con l'accusa di omicidio colposo. I due, sentiti dal Pm Cristina D'Aniello, titolare del fascicolo, hanno riferito di avere bevuto alcol e fumato 'canne' la notte tra sabato e domenica, ma hanno negato l'uso di scacciacani. Le pistole tuttavia compaiono sui verbali d'arresto dell'Arma, eseguiti per resistenza e tentato omicidio. La convalida è prevista domani davanti al Gip: i due per ora sono tornati in cella di sicurezza.

L'autopsia del 27enne - alla guida dell'auto che durante la fuga da Marina di Ravenna al capoluogo ha speronato quattro volte due gazzelle dell'Arma - verrà eseguita nei prossimi giorni. Intanto la magistratura, com'é prassi in questi casi, ha sequestrato le pistole dei due militari che hanno sparato almeno 11 colpi (forse 14) all' indirizzo della ruota posteriore lato guida e del paraurti dell' Audi inseguita.

CHI ERA LA VITTIMA - La vittima, Hamdi Ben Hassan, da almeno cinque anni in Italia, faceva il meccanico e abitava a Gambellara, frazione di campagna a pochi chilometri da Ravenna, assieme alla giovane moglie italiana, che si trovava con i genitori a Rimini per la Pasqua, al fratello Emmanuel, di un anno più grande, e ad altri connazionali. Oltre ad alcuni precedenti di polizia, nell'ultimo anno il 27enne aveva riportato un paio di condanne. L'ultima, a fine 2011, per resistenza. L'altra nel giugno scorso per droga: 10 grammi di eroina ceduti a quattro giovani italiani a Osteria, frazione di Ravenna. E' in quell'occasione che per la prima volta era spuntata l'Audi A3: il giovane l'aveva usata per un'inutile fuga sempre dai carabinieri.

Sull'auto in quel momento pendeva un sequestro preventivo del Gip di Perugia su richiesta della guardia di Finanza per una vicenda nella quale lui non risultava coinvolto in prima persona. A fine mese scorso il giovane, tramite il suo avvocato Luca Donelli, era riuscito a ottenere il dissequestro della vettura e, nonostante la polizia Stradale di Faenza gli avesse ritirato la patente, aveva evidentemente continuato a guidare. "E' scappato solo perché aveva bevuto un po' e perché aveva problemi con la patente", hanno detto alcuni amici e connazionali radunati nel primo pomeriggio fuori dal pronto soccorso dell'ospedale di Ravenna.

SIT-IN - Dopo i primi servizi dei tg sull'accaduto, il numero dei tunisini è via via aumentato fino ad arrivare a un centinaio controllati alla distanza dalle forze dell'ordine. Tra di loro anche il fratello Emmanuel, che ha lamentato il fatto di essere stato avvisato della morte del 27enne solo verso le 14. "L'ho sentito al cellulare mentre i carabinieri lo stavano inseguendo. Gli ho chiesto se tornava a casa a mangiare. Mi ha detto che ci saremmo risentiti più tardi. Poi gli hanno sparato". La tensione è cresciuta e attorno alle 16 diversi tunisini hanno sventolato la foto della vittima stampata su un foglio A4 con la scritta: "Ucciso da un carabiniere". Un'ora e mezza più tardi, lasciando l'ospedale, hanno annunciato per la serata un'altra protesta nella centralissima piazza del Popolo, sede di Prefettura e Comune. Poi, martedì mattina, presidio davanti al Tribunale.

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