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Retromarcia del Governo: resta l'Imu all'Eni sulle piattaforme in mare

Retromarcia del Governo sulla leggina che avrebbe salvato l'Eni dal versare le tasse sugli immobili sulle piattaforme per l'estrazione di idrocarburi e che sarebbe costata a Ravenna 40 milioni. De Pascale: "Ottima notizia"

Retromarcia del Governo sulla leggina che avrebbe salvato l'Eni dal versare le tasse sugli immobili sulle piattaforme per l'estrazione di idrocarburi, una partita che sarebbe costata più di 40 milioni a Ravenna e 10 a Cesenatico, un salasso per le casse dei due Comuni rivieraschi. Dopo la protesta dei due sindaci, che hanno chiesto al presidente della Repubblica Mattarella di non controfirmare il decreto se ci fosse stata quella norma, arriva la buona notizia, annunciata dagli stessi sindaci Michele De Pascale (Ravenna) e Matteo Gozzoli (Cesenatico).

Scrivono i due primi cittadini: “Siamo stati informati dall’Anci nazionale che nella stesura definitiva del decreto, che verrà a breve pubblicato in Gazzetta Ufficiale, non risulterebbe, come precedentemente indicato da numerose agenzie di stampa, la presenza della norma interpretativa volta alla detassazione con effetto retroattivo, agli effetti dell’Ici, dell’Imu e della Tasi, delle piattaforme di estrazione idrocarburi ubicate nel mare territoriale. Non possiamo che esserne molto contenti. In questo momento non vogliamo entrare nel merito dei motivi che hanno portato a non inserirla o a stralciarla”.

Ed ancora: “Ringraziamo il presidente del consiglio Paolo Gentiloni e il Sottosegretario di Stato alla presidenza del consiglio dei ministri, Maria Elena Boschi, per aver accolto le nostre istanze; ringraziamo anche Anci, presidente, giunta e consiglieri regionali e i tanti deputati per essere stati al nostro fianco, e tutte le altre istituzioni, locali e nazionali, che ci hanno espresso il loro sostegno e solidarietà. Abbiamo già ufficialmente chiesto un tavolo con Anci, Mef e Mise con l’obiettivo di elaborare una proposta condivisa per regolamentare il futuro ed evitare che si ripresentino scenari d’incertezza”, concludono i due sindaci.

Commentano Alessandro Brattoni, segretario comunale del Pd, e il capogruppo Fabio Sbaraglia: "Esprimiamo la massima soddisfazione per l'esito positivo del dialogo tra i diversi livelli istituzionali che nelle ultime ore ha significato l'assenza dalla stesura definitiva del decreto apparso in Gazzetta Ufficiale della norma interpretativa volta alla detassazione con effetto retroattivo dell'Ici, Imu e Tasi delle piattaforme di estrazione di idrocarburi a mare. Una buona notizia per la nostra città, per questo vogliamo ringraziare in primis il sindaco De Pascale, il nostro deputato Alberto Pagani, i consiglieri regionali Bessi, Bagnari e Rontini per l'impegno profuso nel salvaguardare la conferma di risorse fondamentali per lo sviluppo del nostro territorio nei prossimi anni."

Dal Parlamento ne dà tempestiva comunicazione anche il deputato romagnolo Marco Di Maio: “Ottima notizia per la Romagna che nella manovra di bilancio approvata dal governo non ci sia la norma che avrebbe esentato retroattivamente le piattaforme per l'estrazione di idrocarburi dal pagamento di Ici, Imu e Tasi. Se l'indiscrezione fosse stata confermata, avrebbe messo in grave difficoltà Comuni come Cesenatico e Ravenna, che avrebbero perso la disponibilità di decine di milioni di euro già messe a bilancio in forza di chiare sentenze della Corte di Cassazione e del buon senso”.

“Siamo soddisfatti per il risultato positivo ottenuto - afferma il segretario provinciale del Pd, Eleonora Proni -. Il sindaco di Ravenna, i nostri deputati e i consiglieri regionali hanno compiuto un ottimo lavoro, a livello istituzionale, per scongiurare una situazione che avrebbe creato un grosso danno economico alle casse dei comuni interessati, nel nostro caso al comune di Ravenna, togliendo la disponibilità di somme ingenti e sostanziali per la crescita del nostro territorio".

"É arrivata una notizia molto positiva – commentano gli esponenti di Articolo 1 – Movimento Democratico e Porgressista e Sinistra per Ravenna -. Abbiamo, infatti, appreso che nella stesura definitiva del DEF non è presente la norma che avrebbe bloccato retroattivamente il pagamento di Ici e Imu da parte delle piattaforme di estrazione di idrocarburi. Un sentito ringraziamento ai nostri parlamentari che fin dal primo momento hanno accolto le nostre sollecitazioni e le hanno sostenute in ogni sede e al sindaco De Pascale, che, per l'amministrazione comunale, da subito si è attivato con convinzione. Questa volta sembra essere andato tutto per il meglio ma auspichiamo che d'ora in avanti il Governo Gentiloni smetta di prendere decisioni così rilevanti per la vita delle comunità locali senza nemmeno consultarle. Continueremo comunque a vigilare, perchè finchè il Def non sarà approvato, non saremo tranquilli."

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