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Cronaca

San Pietro in Vincoli, il Comitato Cittadino: "Non vogliamo esser abbandonati"

Il presidente Gabriele Zoli e il vice Vito Sanguedolce segnalano lo stato di abbandono della zona di San Pietro in Vincoli

San Pietro in Vincoli, paese a 15 chilometri da Ravenna, ma equidistante anche da Forlì, si distingue dagli altri paesi facenti parte delle Ville Unite, proprio per la sua numerosa popolazione, di pochissimo inferiore a quella del Comune di Russi, che rappresenta il 20% della popolazione della Delegazione. Da sempre il Paese si erge a punto di riferimento proprio per la presenza sul suo territorio di molti dei servizi previsti dalla Legge per il decentramento Comunale: la sede della Delegazione, alcuni ambulatori professionali, le sedi di alcune agenzie municipalizzate e assicurative e le numerose attività commerciali che ne mantengono viva l'economia.

San Pietro in Vincoli è un piccolo microcosmo che si gestisce e autogestisce arrivando addirittura a promuovere iniziative culturali, a provvedere alla manutenzione dei parchi pubblici, a garantire momenti di socialità, il tutto su base completamente volontariale. Gabriele Zoli, presidente del Comitato Cittadino attualmente in carica, racconta lo scenario: "San Pietro in Vincoli è la più grande realtà del forese Sud ed è anche la più distante dal centro di Ravenna, per questo risente di una grave carenza sia nei servizi erogati dall'amministrazione comunale, sia nel numero delle iniziative quasi inesistente proposte dal Comune. Il forese ha bisogno di attenzione proprio per le problematiche che da sempre, e oggi ancor di più, si verificano in questi territori distanti dai centri sociali e culturali, dove i giovani e gli anziani rappresentano le fasce più deboli e spesso quelle maggiormente sacrificate. San Pietro in vincoli purtroppo sta perdendo anche quei pochi servizi che fino a qualche tempo fa sopravvivevano: i servizi vaccinali per i bambini, un'ulteriore riduzione dei collegamenti pubblici alla città, la riduzione degli interventi di manutenzione del verde ad un numero inesistente, la pressochè totale assenza di vigilanza da parte della pubblica sicurezza".

"Nell'ultimo biennio il nostro territorio è stato scenario di furti a più riprese senza che le forze dell'ordine riescano a contrastare quella che è diventata una vera e propria piaga sociale - chiosa Zoli -. Abbiamo il timore di abbandonare le nostre case alle sgradite visite e proprio questo ci induce a non uscire più tutti insieme ma a lasciare sempre qualcuno a guardia dell'abitazione. A ciò si aggiunge che gran parte dei servizi li abbiamo presi in carico noi volontari, Associazioni non a scopo di lucro, nate per sostituirsi all'amministrazione comunale come e dove possibile, nel mantenere almeno i minimi livelli di decoro del verde, segnalare le criticità con continuità e assiduità, proporre e svolgere iniziative, donare alla popolazione strutture ricreative e momenti di incontro. Sembrano tutte cose facili a dirsi, ma nella realtà dei fatti queste attività che svolgiamo sono un grande aiuto per il Comune e a costo zero poiché non beneficiamo di alcun contributo economico che possa costituire una forma di bilancio".

"Quest anno per consentirci un'entrata economica, abbiamo richiesto ed ottenuto l'assegnazione dello sfalcio del verde pubblico - chiosa -. Un'attività che ci permette di finanziare in parte i numerosi eventi che svolgiamo nel corso dell'anno (sempre in perdita) e l'acquisto di nuovo arredi per le aree verdi, penosamente dimenticate dal Comune di Ravenna. Certo è che per ottenere l'assegnazione ci siamo impegnati in un'attività davvero gravosa per le nostre forze, ma l'abbiamo svolta con grande dedizione e risultato, se vogliamo confrontare gli obiettivi raggiunti anche rispetto agli anni precedenti".

"Certamente ci delude molto notare a questo punto che, a fronte di un'attività così significativa ed a costo zero per le istituzioni, il Comune ci appesantisce con continue burocrazie da assolvere a volte con uno zelo particolarmente dedicato alla nostra Associazione e - prosegue Zoli - ci ha demoralizzato molto il totale abbandono da parte della Camera di Commercio di Ravenna, che recentemente ha rifiutato ogni forma di contributo e sostegno al nostro progetto innovativo di acquisto e realizzazione di un grande parco nel cuore del paese, presentato in occasione del Bando annuale per l'assegnazione dei contributi per la promozione delle attività e del territorio. Certo che il Comune non possa ufficialmente riconoscere il nostro operato può essere anche cavillosamente comprensibile, ma che la Camera di Commercio di Ravenna non disponga neanche di un minimo contributo, che per il nostro Progetto avrebbe costituito la possibilità di realizzazione, per la messa in opera di una struttura stabile che avrebbe dato un nuovo volto ad un paese, ma e soprattutto ad un territorio ed un nuovo respiro alle tante attività commerciali presenti nella zona (102 partive iva aperte ed attive) ci appare davvero un segnale dello stato di abbandono e disinteresse in cui il forese versa".

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