Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Tra i bagagli spuntano "bionde" da contrabbando: rischia fino a 30mila euro di multa

Nel caso di specie, i finanzieri in servizio nell'area portuale hanno notato un'auto di grossa cilindrata che si è immessa imprudentemente nella corsia d'uscita riservata agli automezzi pesanti

Erano nascoste all'interno di un'auto. Nove stecche di sigarette di contrabbando sono state sequestrate nei giorni scorsi dai militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Ravenna, impegnati in un servizio di controllo in uscita dai varchi portuali. L’attività si inquadra nell’ambito dei servizi di vigilanza e riscontro che le Fiamme Gialle ravennati attuano quotidianamente nei confronti delle navi che attraccano nel porto cittadino, al fine di quantificare i tabacchi e gli alcolici presenti a bordo in regime di esenzione fiscale e verificare l’eventuale presenza di prodotti in eccesso.

Nel caso di specie, i finanzieri in servizio nell’area portuale hanno notato un’auto di grossa cilindrata che si è immessa imprudentemente nella corsia d’uscita riservata agli automezzi pesanti, superando il varco con il chiaro intento di eludere i controlli. La mossa non è passata inosservata ai militari impegnati in servizio di retrovalico, che in poco tempo hanno fermato il veicolo. Nel corso del successivo controllo hanno rinvenuto, abilmente occultate tra i bagagli, nove stecche di sigarette trasportate da un soggetto italiano che, sulle prime, si è dichiarato turista, ma che poi è risultato essere un marittimo imbarcato su una nave commerciale in quel momento attraccata nello scalo ravennate.

A conclusione degli accertamenti, i militari, avvalendosi dei poteri previsti dal Testo Unico delle Leggi Doganali, hanno sequestrato per “contrabbando” le sigarette prive di contrassegno di Stato, provenienti dalle “provviste di bordo” della nave su cui era imbarcato il marittimo. Infatti, i tabacchi lavorati destinati al personale imbarcato sulle navi sono sprovvisti del citato contrassegno in virtù del loro speciale regime di esenzione daziaria e, pertanto, devono essere consumati a bordo nel rispetto di rigorosi quantitativi personali stabiliti dalla legge.  Il trasgressore è stato segnalato all’autorità competente (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) per violazione degli articoli 282 e 291-bis del Testo Unico Doganale e, oltre al recupero dei diritti evasi, dovrà ora corrispondere una sanzione amministrativa che può variare da 5.000 a 30.000 euro.
 

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