Non ce la fa coi soldi e "presta" la casa popolare come covo dello spaccio: 2 in manette

I carabinieri hanno trovato le dosi di droga in più nascondigli ricavati nell'appartamento (addirittura alcune erano state nascoste nel cibo per i gatti)

 Una fiorente attività di spaccio di droga gestita dalle case popolari in pieno centro a Faenza: è quanto messo in piedi nel quartiere compreso fra via Tolosano e via Laghi da due faentini arrestati nella serata di mercoledi dai carabinieri di Faenza, guidati dal comandante della compagnia Cristiano Marella. E' stato il continuo andirivieni di giovani e meno giovani nei pressi di un appartamento di un comprensorio popolare ad insospettire i militari dell’arma che dopo diversi appostamenti sono entrati in azione ed hanno scoperto un vero e proprio “mercato coperto” di hashish e marijuana gestito da due faentini. Si tratta di 49enne operaio agricolo e di un 53enne incensurato già in pensione per invalidità civile, destinatario dell’alloggio popolare nonché seguito dai servizi sociali.

I carabinieri hanno trovato le dosi di droga in più nascondigli ricavati nell’appartamento (addirittura alcune erano state nascoste nel cibo per i gatti). Nella cucina era stato allestito il “laboratorio” per il deposito e confezionamento dello stupefacente: infatti oltre alle dosi già pronte è stato trovato tutto il materiale per la pesatura ed il confezionamento. Altra droga già confezionata è stata trovata nel comò della camera da letto, invece all’interno di una cassettina di sicurezza chiusa a chiave è stato recuperato l’hashish ancora da tagliare insieme alla “contabilità” dello smercio di droga nonché oltre 800 euro in contanti provento di spaccio.

In sostanza quell’abitazione era diventata un luogo di mercato al coperto assolutamente sicuro per i clienti che potevano acquistare la droga al riparo da qualsiasi rischio, mentre la pubblicità era affidata all’uso dei telefonini utilizzati anche per fissare gli appuntamenti. I carabinieri hanno assistito “in diretta” alla visita di un acquirente che è stato ricevuto in casa dal 53enne  invalido civile per poi uscire dopo pochi istanti, tuttavia prima del blitz hanno preferito aspettare che rincasasse anche il secondo, già condannato per vicende di droga e ritenuto a tutti gli effetti il gestore dell’illecita attività. Infatti i militari dell’arma hanno appurato che il 49enne aveva mantenuto una residenza fittizia altrove ed aveva fissato il proprio “covo” nell’alloggio popolare, arruolando come pusher di fiducia un incensurato insospettabile, con il quale aveva stabilito un compenso di cento euro al mese per ogni “panetto” di hashish spacciato.

E' stato proprio il 53enne invalido civile a “confessare” prima ai carabinieri e poi al giudice durante l’udienza di giovedì mattina, l’esistenza di un vero e proprio rapporto di subordinazione dal suo complice che senza sporcarsi le mani si limitava a confezionare le dosi nonché a gestire interamente i guadagni ed a smistare i clienti indirizzandoli verso l’abitazione, trattenendo tutti i guadagni delle cessioni che teneva sotto chiave in cassaforte nonché mantenendo a “stipendio” il 53enne che aveva accettato quel compromesso scellerato per sopperire al proprio stato di bisogno.

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Al termine dell’operazione, a cui hanno partecipato i carabinieri della stazione Faenza Borgo Urbecco insieme ad un equipaggio del nucleo radiomobile, sono finiti entrambi in manette, accusati di “spaccio e detenzione illecita di sostanze stupefacenti in concorso”. In totale, il peso complessivo delle dosi trovate in casa ammonta a circa 80 grammi di hashish e pari peso di marijuana.

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