Storioni e anguille ritornano nel loro habitat naturale nel Delta del Po

100 storioni e 500 giovani anguille dell'Acquario di Cattolica e Oltremare di Riccione, vengono liberati nelle acque del fiume Lamone e Reno

Sabato sarà la Giornata Mondiale delle specie ittiche migratrici, e proprio in questa occasione numerosi esemplari di storione e di anguilla troveranno di nuovo casa nelle acque del Delta del Po. Grazie alla collaborazione del Centro di ricerca universitario di Cesenatico, affiliato al Corso di Laurea in Acquacultura e Igiene dei Prodotti Ittici, circa 100 esemplari giovanili di storione cobice (Acipenser naccarii) e 500 giovanili di anguilla (Anguilla anguilla) verranno reintrodotti in natura all’interno del fiume Reno, nel tratto terminale del percorso fluviale, presso la Scala di risalita di Volta Scirocco, e nel tratto terminale del fiume Lamone, in prossimità dell’Oasi di Punte Alberete.
 
Il Centro di Ricerca universitario di Cesenatico (Corso di Laurea in Acquacoltura e Igiene dei Prodotti Ittici) dell’Università di Bologna, secondo quanto richiesto dagli indirizzi del regolamento europeo delle specie ittiche in via d’estinzione, ha avviato già da tempo ricerche e sperimentazioni volte alla conservazione e alla gestione delle popolazioni di anguilla e storione. Entrambe le specie, infatti, sono a rischio e iscritte alla red list dell’International Union of Conservation of Nature.
 
“Quella dello storione dell’adriatico - spiega il dottor Oliviero Mordenti, ricercatore dell’Università di Bologna e capofila del progetto - è una specie scomparsa nei nostri ambienti naturali romagnoli. Per questo motivo l’Università già da alcuni anni ha dato avvio ad un programma di reintroduzione in natura di questa specie grazie a finanziamenti comunitari ottenuti dalle Amministrazioni provinciale e comunale  di Ravenna e alla collaborazione del Parco del Ticino e dei parchi del gruppo Costa Edutainment area Romagna: Acquario di Cattolica e Oltremare a Riccione”
 
“Forse non tutti sanno che anche l’anguilla europea è un pesce protetto - continua il ricercatore - e proprio per questo anche su questa specie l’Università lavora su progetti di riproduzione indotta e su programmi di ripopolamento grazie a contributi della Regione Emilia-Romagna e donazioni da parte di associazioni (Capannisti di Ravenna)”. Gli animali che verranno liberati sabato provengono dalle vasche dell’Acquario di Cattolica e Oltremare di Riccione, che collaborano da diversi anni con i ricercatori di Cesenatico e le amministrazioni ravennati nell’ambito di progetti di reintroduzione di specie ittiche.
 
 

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