Spiaggia e città aperte: "Serve integrazione per il turismo"

Gli argomenti in discussione erano due: opportunità e regole per le aperture serali della spiaggia nel comune di Cervia e la situazione delle concessioni legata alla direttiva Bolkestein

Sala piena, dibattito e spazio alle questioni di merito durante l’iniziativa di Cna Balneatori che si è svolta mercoledì a Cervia. Gli argomenti in discussione erano due: opportunità e regole per le aperture serali della spiaggia nel comune di Cervia e la situazione delle concessioni legata alla direttiva Bolkestein. Sul primo punto il responsabile provinciale di Cna Balneatori e Cna Turismo, Nevio Salimbeni, è intervenuto nell’introduzione: “L’apertura serale degli stabilimenti balneari è una scelta giusta, ma perché funzioni e produca un risultato turistico occorrono regole precise e collaborazione piena con le altre categorie (albergatori in primis)".

"Le imprese balneari devono diventare i primi promotori del territorio ragionando insieme agli altri attori presenti: la spiaggia aperta è un pezzo di una città più aperta e a misura di turista.  E’ necessaria però maggiore connessione tra le richieste fatte alla categoria (apertura serale, eventi tutto l’anno, destagionalizzazione) e le condizioni effettive per rispondere positivamente. Per questo - ha concluso Salimbeni - richiediamo interventi strutturali nel territorio sulle aree di relazione tra i bagni e il resto della città (illuminazione, riqualificazione, ciclabili) e l’anticipo del Piano dell’Arenile per adeguare gli stabilimenti alle nuove necessità”.

In risposta, Rossella Fabbri, assessore alle attività produttive del comune di Cervia, ha assicurato che l’amministrazione sta già lavorando al Psc, al Piano dell’Arenile e alla zonizzazione acustica per fornire alle imprese strumenti per adeguare le strutture, aggiungendo che “alla spiaggia chiediamo di essere un valore aggiunto per lo sviluppo economico del territorio, diventando un luogo dove fare esperienze emozionali e un’opportunità per portare più turisti a Cervia. Il tutto attraverso un modello di qualità, di iniziative soft, diversificate , integrate il più possibile con tutte le proposte della città, che non vedano solo la presenza di musica ma anche di attività sportive, ludiche e ricreative. Diciamo no a qualsiasi modello degenerativo e nella definizione dell’ordinanza balneare 2016 metteremo tutti i paletti per andare in questa direzione con un sistema sanzionatorio molto pesante". "Ma le regole da sole non bastano - ha concluso la Fabbri - chiediamo alle imprese balneari una responsabilizzazione per creare un modello cervese basato sul territorio che fa sistema”.

Sulla questione Bolkestein l’intervento di Cristiano Tomei, presidente nazionale di Cna Balneatori, è stato particolarmente seguito e apprezzato: “Non ci rassegniamo alle aste, non retrocediamo dalla nostra posizione. Ne va del destino di 30mila imprese e del nostro modello turistico. Il bene della spiaggia non è limitato - ha affermato Tomei - e quindi pensiamo non possa essere messo al bando. Attendiamo la sentenza della Corte di Giustizia europea su due singoli casi ma in ogni caso continuiamo a pensare che il punto sia la “volontà politica” del Governo italiano di ottenere quello che altri Governi europei hanno già ottenuto. Ecco perché il sindacato non deve tenere un basso profilo ma rappresentare in pieno le imprese".

"Per questo chiediamo alle regioni italiane di trovare una posizione unitaria e forte che spinga il Governo ad andare a Bruxelles e, se necessario, a battere i pugni sul tavolo per il nostro turismo e per le imprese balneari. Non voglio nascondere - ha concluso Tomei - che il ruolo di pressione di regioni come la Toscana e l’Emilia-Romagna oggi è molto importante”. Presente a sorpresa all’incontro, l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, ha accettato di intervenire sul tema, entrando nel merito delle questioni poste: “E’ il momento di trovare una soluzione definitiva per i balneari, componenti fondamentali della filiera turistica,  certo le regioni non hanno potestà legislativa sul tema ed è per questo che abbiamo chiesto al Governo di definire subito le linee guida di una legge complessiva di riordino delle concessioni demaniali".

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"Personalmente rimango convinto della politica del “doppio binario” basata su evidenze pubbliche per le nuove concessioni e congruo periodo di transizione per le concessioni attuali; garantendo  in ogni caso il valore commerciale delle imprese esistenti. Questo periodo transitorio è decisivo per tutti – ha concluso Corsini – per gli investimenti delle imprese, per rilanciare il turismo, per rimettere mano a tutte le dinamiche demaniali e anche per dar tempo a chi lo vuole di battersi per la non inerenza della Bolkestein sugli stabilimenti balneari".

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