Caso daini, il cadavere di una nutria appeso su un cartello stradale

Una macabra scoperta, effettuata mercoledì mattina, che, afferma il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Francesca Santarella, "prolunga lo sconforto e la preoccupazione di tutti coloro che sperano ancora in una positiva risoluzione della vicenda".

I resti di una nutria appesi ad un cartello stradale nel punto in cui tutti i giorni, prima dell’alba, si ritrovano gli attivisti animalisti o i semplici cittadini per presidiare le altane da cui è previsto l’abbattimento dei daini. Una macabra scoperta, effettuata mercoledì mattina, che, afferma il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Francesca Santarella, "prolunga lo sconforto e la preoccupazione di tutti coloro che sperano ancora in una positiva risoluzione della vicenda".

Prosegue l'esponente pentastellata: "Il braccio di ferro continua, tra strane affermazioni riguardanti lo stop alla caccia di questi giorni a causa delle altane inagibili perché danneggiate, quando 8 delle 10 altane sono, almeno all’apparenza, perfettamente intatte: che alla Provincia bruci la sconfitta finora rimediata grazie alla costanza e all’impegno di tanti cittadini con l’aiuto di molte associazioni e mezzi di informazione, e non perda occasione per tentare goffamente di coprire con misere foglie di fico le proprie vergogne agli occhi dell’opinione pubblica? Sulla stessa scia, una lettera che incolpa gli animalisti stessi di aver causato quella che potrebbe essere la prossima mossa: l’esecuzione, anziché dei 67 previsti, di 220 daini, per opera della polizia provinciale. Il colmo: dunque il conteggio dai daini in esubero era sbagliato e i numeri vanno e vengono, come da sempre sosteniamo? Oppure la Provincia ammette il suo totale fallimento a gestire la questione e gonfia il petto ordinando uno sterminio di massa, cuccioli attesi a breve compresi? I cittadini, e non solo gli animalisti, sono sempre più sconcertati".

Santarella parla di "una prova di forza che si sta giocando sul filo del rasoio, e che si può spiegare, da un lato con il totale menefreghismo rispetto alla questione da parte degli enti preposti al controllo ed all’uso dei metodi ecologici prioritariamente previsti dalla legge (salvo invece non badare a spese e nominare per la difesa dal ricorso al Tar, uno dei più noti e cari avvocati italiani in materia), dall’altro sull’assoluta certezza che anche questa clamorosa vicenda assurta agli onori (o meglio disonori) della cronaca nazionale non scalfirà in alcun modo i futuri verdetti delle urne. Se poi davvero si procederà con i rastrellamenti a tappeto dentro la pineta e lo sterminio temuto a breve da moltissimi, lo sconcerto e l’orrore senza fine sarà insostenibile. Nel rispetto del proprio programma elettorale che prevede la tutela ed il benessere degli animali, il Movimento 5 Stelle, grazie in primo luogo all’impegno costante del cittadino in Parlamento Paolo Bernini e nonostante gli atti richiesti e quasi totalmente negati dalla Provincia, promette ancora battaglia".

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