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Caso orti, Morigi replica ad Ancisi: "Nessuna tessera, è una bufala"

"Nessun obbligo a tesserarsi, quindi, da parte dell'Amministrazione: sono gli ortisti a scegliere democraticamente, riuniti in assemblea e in piena autonomia, lo strumento organizzativo", afferma Morigi

Sul caso degli orti degli anziani, acceso dal capogruppo in consiglio comunale di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi, arriva la replica dell'assessore al decentramento, Valentina Morigi, che parla di "ennesima bufala confezionata ad arte". Spiega l'assessore: "Il Regolamento per la conduzione e gestione degli Orti, approvato dal Consiglio Comunale  il 7 novembre del 2013, non lascia spazio ad equivoci o interpretazioni circa la scelta della modalità di gestione. Tale scelta, come recita l'articolo 5, comma 1, può ricadere su: '..centri sociali, associazioni auto costituite ed espressione degli assegnatari o associazioni degli anziani del territorio ovvero che abbiano come scopo statutario gestione di attività rivolte agli anziani...'. Assunto un orientamento da parte dell'Assemblea, la Giunta, con propria delibera, provvede ad affidare la gestione delle aree orti solo ed esclusivamente alle Associazioni od organismi indicati dagli ortisti stessi: in alcuni casi, ad esempio, le Assemblee hanno scelto di non indicare alcuna Associazione esistente, ma di costituirne una hoc in autonomia, come  nell'area di Fornace Zarattini".

"Nessun obbligo a tesserarsi, quindi, da parte dell'Amministrazione: sono gli ortisti a scegliere democraticamente, riuniti in assemblea e in piena autonomia, lo strumento organizzativo e di quale Associazione eventualmente avvalersi per la gestione degli orti stessi - prosegue Morigi -. E' piuttosto bizzarro che a sostenere il Consigliere Ancisi nella denuncia di questo ipotetico racket, sia anche colui che ha esercitato fino a poco tempo fa un ruolo di primo ordine in uno dei 13 Comitati di gestione orti del nostro Comune, avallando le modalità previste nel Regolamento. Così come è altrettanto bizzarro, il fatto che il Consigliere Ancisi, durante la discussione del Regolamento, due anni fa, non abbia mai sollevato contrarietà o dubbi inerenti le modalità di gestione degli orti. Anzi, durante il voto si limitò ad astenersi, adducendo quale motivazione il mancato accoglimento di alcuni emendamenti che non riguardavano per nulla  la gestione, ma l'assegnazione degli orti stessi".

Morigi si rende "disponibile a riferire ulteriori approfondimenti e dettagli perché l'esperienza degli orti è un'esperienza di socialità, benessere,  aggregazione e anche solidarietà: definire questa esperienza un racket, va oltre un banale attacco all'Amministrazione Comunale, e attacca  1.300 cittadini e  Associazioni, perlopiù di volontariato e di grande valore. Aggiungo inoltre che questa modalità organizzativa è quella unitaria essendo stata scelta a livello nazionale in quanto ritenuta  rispondente all'esigenza di avere un unico interlocutore referente per la gestione delle aree coltivate con queste modalità. Tra l'altro, proprio in questi giorni all'Expo, nello spazio dell'Emilia Romagna queste esperienze a favore delle persone anziane vengono presentate e promosse come buone prassi".

REPLICA DI ANCISI - Controreplica Ancisi: "Le modalità con cui il regolamento degli orti affida la gestione condominiale delle aree ortive le ho scritte io nel mio esposto, anche meglio di lei (riferito all'assessore, ndr). Ma se questa ricade su un centro sociale, non significa che esso, nella veste di incaricato di pubblico servizio datagli dal Comune, possa imporre l’iscrizione e il pagamento di una tessera all’associazione di parte a cui aderisce. È questione penale da cui il Comune non può sottrarre le sue responsabilità se, dopo esserne stato messo a conoscenza dal sottoscritto, non interviene a correggerla e sanzionare. Che la scelta “democratica” degli ortisti possa essere poi tra centri sociali tutti aderenti alla Cgil o all’Ancescao è invece questione politica". 

"A proposito di questioni penali - continua Ancisi -. l’assessore dovrebbe sapere che il regolamento garantisce agli ortisti, col contratto oneroso di concessione degli orti, l’assicurazione civile contro danni a terzi, facendone carico al centro sociale gestore, che a sua volta ne incassa il costo dagli ortisti inserendolo come quota parte dei costi condominiali. Se il presidente del centro sociale, come ho documentato, esclude dall’assicurazione gli ortisti che non sono suoi associati, dopo averne preso i soldi, e addirittura minaccia i non soci di togliere loro gli orti, conviene all’assessore fare un corso serale di diritto per capirne la portata". Ancisi chiarisce che la denuncia "non è contro il regolamento (di cui politicamente potrà occuparsi in seguito vista la mala esperienza), ma le distorsioni e degenerazioni con cui viene applicato, che il Comune ha finora tollerato e, ora si capisce, avallato. Non è in discussione che l’organizzazione degli orti sia una bella esperienza, ma chi se ne appropria a fini personali e/o di parte, a danno degli anziani pensionati ortisti".

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