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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Politica

Consiglio comunale, crepe nell'opposizione dopo l'elezione della nuova presidenza

L'elezione di Cameliani (Pd) al ruolo di presidente e di Ancisi (LpRa) come vice, scatena un terremoto all'interno dell'opposizione

Ancora una seduta di Consiglio comunale turbolenta a Palazzo Merlato: almeno per quanto riguarda i gruppi d'opposizione. Tutto è cominciato martedì in occasione dell'elezione del nuovo presidente e vicepresidente del Consiglio comunale, in seguito alle dimissioni di Ouidad Bakkali (Pd), eletta in Parlamento. Non sono passate infatti all'unanimità nè l'elezione di Massimo Cameliani (Pd) al ruolo di presidente, nè la riconferma di Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) a quello di vicepresidente. E mentre la maggioranza si è mostrata compatta nel voto, la minoranza del consiglio si è divisa fra voti a favore, contrari e astenuti. Hanno votato in accordo alla maggioranza Forza Italia e Lista per Ravenna, mentre sono arrivati i voti contrari e le astensioni da parte di Fratelli d'Italia, Lega, Viva Ravenna e La Pigna.

Il retroscena

A raccontare il retroscena dello scontro politico è Alberto Ancarani (FI) che ricorda come all'inizio di questo mandato amministrativo la maggioranza chiese "un appuntamento a tutti i gruppi di opposizione, esclusa la Pigna. In quell'incontro, alla luce del sole, viene proposto un patto fra gentiluomini che prevede di: ottenere il voto favorevole di tutta l'opposizione, dando per scontato il voto contrario della Pigna, sul nome del candidato PD alla Presidenza (Ouidad Bakkali); concedere, essendo determinante il voto della maggioranza persino per questi ruoli, i seguenti "posti" per i rappresentanti dell'opposizione: Vice Presidente del Consiglio Comunale, Presidente della Commissione Affari istituzionali, Presidente della Commissione Bilancio e  Presidente della Commissione Turismo".

In quell'occasione, l'opposizione, esclusa La Pigna, non fu contraria all'accordo e mentre le tre presidenze di commissione andarono a FdI, Lega e Viva Ravenna, la vicepresidenza del Consiglio fu assegnata ad Ancisi (LpRa). A seguito delle dimissioni di Ouidad Bakkali, la maggioranza ha quindi proposto nuovamente un candidato del Pd, ovvero Cameliani. "Per ragioni spiegabili solo con la frustrazione politica di chi non sa quanto sia complesso stare per una intera legislatura sempre seduti ai banchi dell'opposizione a dire no perdendo sempre in ogni voto, dopo essersi portati a casa il malloppo dei ruoli avuti grazie all'accordo precedente, i colleghi dei gruppi FDI, Lega e Viva Ravenna, decidono di violare il patto fra gentiluomini di inizio mandato non votando a favore di Cameliani, ma astenendosi - afferma Ancarani - Poi, quando arriva il momento di votare per il vicepresidente, anzichè procedere a sostenere il collega Ancisi, confermandolo nel ruolo che gli spettava sulla base dell'accordo di cui sopra, decidono di contrapporgli il nome di Rolando" della Lega. 

Ancarani (FI): "Episodi imbarazzanti da alcuni esponenti dell'opposizione"

"Mi tocca leggere che sarei daccordo col PD perchè il PD ha deciso di votare la stessa persona frutto dell'accordo grazie al quale i colleghi che oggi fanno gli indignati portano a casa cospicui gettoni dalle presidenze delle commissioni che hanno avuto grazie al voto del PD, mentre io dovrei passare per quello 'in combutta' con la maggioranza semplicemente perchè ho tenuto la schiena dritta evitando che la mia reputazione venga infangata dalla violazione di un patto fra gentiluomini - aggiunge il consigliere di Forza Italia - Fa poi sorridere che, proprio quattro giorni dopo l'elezione del Presidente del Senato con i voti determinanti degli avversari, gli stessi appartenenti al partito del Presidente del Senato, che avevano inneggiato ai valori del "saper far politica" facciano gli indignati nel momento in cui accade la stessa cosa a livello locale, peraltro, non certo per scelta del sottoscritto. Dopo la campagna elettorale delle amministrative - conclude Ancarani - Forza Italia-PrimaveRA Ravenna, ferma restando la netta opposizione alla maggioranza De Pascale, aveva deciso per carità di patria di abbassare i toni mediatici nei confronti della dabbenaggine politica e degli episodi spesso imbarazzanti di cui si rendevano protagonisti alcuni esponenti dell'opposizione locale. Alla luce del comunicato delirante di ieri è evidente che sono venuti meno i motivi per proseguire in detta moratoria".

Spadoni (LpRa): "Ipotesi di occulta collaborazione sono fantascienza"

Sul tema interviene anche Gianfranco Spadoni di Lista per Ravenna. "Rispetto le posizioni delle minoranze che, tuttavia, hanno dimostrato scarsa serietà e coerenza su una nomina già votata in occasione dell’insediamento dell’attuale consiglio, inoltre metto in riliev  il triste commento emerso dopo l’esito il quale fa riferimento ad una presunta 'mancata alternativa al sistema di potere che da decenni ci governa' da parte di Ancisi. Come semplice cittadino che legge i quotidiani, non trovo posizioni di Ancisi che spalleggino la giunta, anzi, se possibile, mi pare che ogni delibera sia esaminata con grande precisione per ricercare eventuali vizi,  difformità sino ad arrivare alla pignoleria più esasperata".

"Dunque questa ipotesi di occulta collaborazione e sostegno della maggioranza rappresenta un film di fantascienza, grave e inesatto - aggiunge Spadoni - specie se tali affermazioni sono fatte da forze della stessa minoranza. Avere ottenuto il voto unanime del Pd assume il significato di avere verso la persona individuata fiducia, stima, e competenza così come fece del resto il compianto sindaco Fabrizio Matteucci quanto scoppiò il grave fatto del “buco” del Consorzio dei servizi sociali. Con grande trasparenza e chiarezza Matteucci affermò in sede di Consiglio che la nomina di presidente della Commissione d’inchiesta l’aveva affidata ad Ancisi proprio per le caratteristiche sopra citate. La fiducia di una persona non si acquista la si merita sul campo e l’apprezzamento ha ben poca importanza che giunga da destra o da sinistra, anzi spesso questa obiettività e serietà nel giudizio rappresenta davvero quella dialettica politica rispettosa delle parti da tutti auspicata! Indubbiamente si tratta di una brutta pagina per la città e l’obiettivo dell’alternanza di governo cittadino resterà solo un sogno vano e inconsistente soprattutto se gli attori in campo sono questi. 

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