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Lunedì, 15 Aprile 2024
Politica

Ddl Zan, Ravenna Coraggiosa: "Inaccettabili i manifesti contro il decreto"

"Vogliamo una città aperta, accogliente e solidale, in cui nessuno si senta straniero", afferma il gruppo politico

"Ancora una campagna inaccettabile di affissioni contro il Ddl Zan è apparsa in città: e non ne sentivamo la mancanza. Dopo le Olimpiadi trionfali per il Paese e per la diversità, è a dir poco nauseante utilizzare lo sport per il messaggio retrogrado e fuorviante costruito dal mondo provita, che già in passato ci ha 'deliziato' delle sue saggezze". Questa la denuncia di Ravenna Coraggiosa rispetto ai manifesti contrari al Decreto Zan.

"È il momento del coraggio! È il momento di fare avanzare la frontiera dei diritti, è il momento che la politica si assuma le sue responsabilità - aggiunge Ravenna Coraggiosa - Il Ddl Zan è un disegno di legge che aspettiamo da più di vent’anni e che vuole soltanto salvaguardare i diritti delle persone, ampliando lo spettro di una legge già esistente, la legge Mancino, introducendo giuste aggravanti contro le discriminazioni di ogni natura. Niente colpo di mano giuridico e tanto meno politico, ma un adeguamento alle leggi che esistono nei paesi europei più avanzati, e che è richiesto dalla stessa Unione Europea". 

"Affissioni inconcepibili e fuorvianti – commenta il capolista di Ravenna Coraggiosa, Gianandrea Baroncini -. La repressione delle diversità è il loro target, una società medievale il loro orizzonte. Per noi è il momento del coraggio, di andare avanti sui diritti! Basta fake news. A Ravenna nessuno è straniero: vogliamo una città accogliente, solidale e aperta, che promuova una piena e sostanziale cultura dei diritti, favorisca l’integrazione e contrasti le discriminazioni. Chiediamo uno sportello informativo e di aiuto psicologico per le persone Lgbtq+, familiari, amici. Chiediamo progetti di housing che accolga chi è in difficoltà, percorsi per le vittime di violenza e di discriminazioni e “un fondo di libertà” per aiutare chi vive in situazione discriminatoria. Dobbiamo migliorare nell’educazione alle differenze il personale sanitario, quello degli uffici pubblici, le forze dell’ordine: e promuovere progetti volti a fornire un’educazione civica, emotiva e alle differenze, a partire dalle scuole".

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