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L'allarme di Fratelli d’Italia: "Cento giorni per i finanziamenti alle imprese? Impensabile"

Il portavoce provinciale Alberto Ferrero sottolinea il disagio delle attività di turismo e ristorazione: "Sarebbe insostenibile dire di aspettare settimane o mesi per ottenere liquidità"

"Concordo pienamente con le preoccupazioni espresse dal presidente dell’Abi Antonio Patuelli": è quanto afferma Alberto Ferrero, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia in merito ai tempi che occorrono per ottenere gli aiuti economici utili per far ripartire le imprese italiane colpite dall'emergenza Coronavirus. L'allarme era stato proprio lanciato dal presidente dell’Abi (Associazione bancaria italiana) sulle colonne di Milano Finanza in relazione alle tempistiche necessarie a fare arrivare la liquidità alle aziende.

"Purtroppo ci troviamo di fronte ad una situazione straordinaria, paragonabile ad un periodo di guerra in quanto a conseguenze e ricadute economiche derivanti dalla chiusura di gran parte delle attività, per questo anche le misure necessitano di straordinarietà - sottolinea Ferrero  di Fratelli d’Italia -. Non è pensabile che, come sostengono alcuni, debbano essere necessari da 50 a 100 giorni per l’ottenimento dei finanziamenti. Infatti oltre all’ottenimento del via libera dell’Unione Europea, le cui tempistiche, come possiamo vedere in questi giorni di discussione relativamente agli Eurobond, sono spesso lunghe, si devono aggiungere anche quelle di natura bancaria, poiché a quanto pare deroghe alle normali pratiche, nel testo, non ce ne sono. Tutto ciò quindi rischia di comportare un allungamento tale dei tempi tanto da fare arrivare il denaro soltanto quando molte aziende saranno fallite".

Ma la critica del portavoce di Fratelli d’Italia non si ferma qui e dal contesto europeo si giunge a quello locale. "Per quanto riguarda poi la nostra provincia, c’è un settore, di solito trainante, che rischierà di essere particolarmente colpito dalla crisi, mi riferisco a quello turistico-alberghiero e della ristorazione. Molti esercizi, infatti, aspettano l’arrivo della primavera e l’estate per vedere un rilancio delle proprie attività che tuttavia quest’anno, per ovvi motivi, rischia di essere totalmente compromesso. Per questo settore sarebbe impensabile ed insostenibile dire di aspettare settimane o, più probabilmente, mesi, per ottenere liquidità". 

"A questo voglio aggiungere un ulteriore considerazione relativamente al tipo di intervento scelto dall’esecutivo - conclude Ferrero -, vale a dire quello dei prestiti agevolati. Infatti, trattandosi di prestiti, l’impresa sarà chiamata a restituirli, tuttavia questo rischia di non essere possibile per molte aziende che continueranno a trovarsi in difficoltà per diverso tempo se si considera che le attività, quanto meno agli inizi, ripartiranno a rilento. Sarebbe come dire ad un cassaintegrato di restituire, con gli interessi, la cassaintegrazione non appena ricomincerà a lavorare. Per questo motivo già da subito ci siamo attivati affinché le misure a sostegno dell’economia vengano snellite e migliorate".

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