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Giovedì, 11 Agosto 2022
Politica

Sanità, tagli posti letto negli ospedali. Spadoni: "Definire prima alcune questioni"

"La prossima settimana il parlamentino dei sindaci della provincia  approverà la riorganizzazione ospedaliera dell’azienda sanitaria della Romagna"

La prossima settimana il parlamentino dei sindaci della provincia  approverà la riorganizzazione ospedaliera dell’azienda sanitaria della Romagna. Un atto d’indirizzo  di riorganizzazione  complessiva della sanità provinciale in cui, tra gli altri interventi, è prevista la soppressione di settanta posti di degenza ospedaliera motivata dal fatto che Ravenna è sopra la media regionale rispetto ad altri nosocomi. Apparentemente si tratta di un atto dovuto, dunque, anche se tale provvedimento riferito al taglio dei posti letto andava preceduto dalla copertura sul territorio di servizi alternativi al ricovero ospedaliero. In altre parole la realizzazione diffusa delle case della salute doveva rappresentare l’elemento di compensazione alla soppressione dei posti letto   offrendo, oltretutto, un consistente sgravio agli accessi al pronto soccorso. E l’organizzazione dei servizi territoriali in grado di erogare prestazioni sanitarie e servizi di prossimità in modo da alleggerire il carico ospedaliero, alla luce dei fatti, è ancora  lontana dai livelli di ottimizzazione necessari sul territorio. Per questi motivi le due questioni sono complementari, pertanto per evitare disagi  e disservizi i cui costi, come  sempre,  sono  a carico dei pazienti, andavano affrontate congiuntamente.

Alcune questioni specifiche, poi, meritavano di essere approfondite e non menzionate in modo superficiale e di mera intenzione. A parte le vocazioni distintive dell’opsedale S.M. delle croci a Ravenna, vale a dire l’oncologia – ematologia e la cardiologia interventistica che rappresentano due importanti  eccellenze in ambito di Area vasta, la chirurgia senologica per molto tempo fiore all’occhiello del distretto lughese, vede assegnata l’unità complessa a Forlì pur lasciando al nostro territorio unità semplici. Tale decisione è letta, insomma,  come una sorta di  declassamento per Lugo che in poco tempo aveva raggiunto importanti risultati su tale versante. Inoltre si conferma  l’UOC complessa per Faenza e Lugo in ambito geriatrico prevedendo la necessità di attivare integrazioni, non meglio definite, con Ravenna. L’argomento andrebbe declinato con maggiore  precisione per dare corso a concreti progetti di assistenza e servizi in ordine ad una branca fondamentale per un territorio vasto e caratterizzato da una percentuale così elevata di popolazione anziana. Per altre attività mediche - sanitarie richiamate nelle linee d’indirizzo sottoposte al placet dei sindaci emergono, ancora,  indicazioni troppo generiche: è il caso, ad esempio dell’attività di medicina a indirizzo vascolare, così come permane un alone d’ incertezza sull’organizzazione complessa dei punti nascita soprattutto riguardo l’ospedale di Faenza.

Gianfranco Spadoni,   consigliere “civici” della Provincia di Ravenna

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