Bagni dei locali pubblici a disposizione dei turisti: "Norma troppo interpretativa"

E' stato raggiunto l'accordo tra Comune e associazioni di categoria in merito al tanto discusso utilizzo delle toilette situate all'interno dei pubblici esercizi da parte di turisti e clienti, anche senza consumare

E' stato raggiunto l'accordo tra Comune di Ravenna e associazioni di categoria in merito al tanto discusso utilizzo delle toilette situate all'interno dei pubblici esercizi da parte di turisti e clienti, anche senza consumare. A commentare l'accordo è la capogruppo della lista civica CambieRà, Samantha Tardi: "Innanzitutto troviamo strabiliante come le rappresentanze di categoria, anziché spingere e insistere affinché i propri associati non si trovino con bar e ristoranti presi d'assalto da bisognosi di toilette, con conseguenti rischi di screzi, danni, costi aggiuntivi per il mantenimento della pulizia dei locali, come anche da direttive Covid, confusione e problematiche, non abbiano preteso che l'amministrazione lavorasse a pieni giri per installare ulteriori bagni pubblici che, è ormai noto, mancano fortemente soprattutto in centro e offrirebbero un vero e proprio servizio pubblico. Esse, non se ne capisce il motivo, paiono accontentarsi di zuccherini, senza mai porre un vero e proprio contraddittorio efficace con buona pace di associati che invece, secondo il nostro parere, dovrebbero pretendere la completa tutela del proprio interesse e la piena offerta del servizio pubblico. In secondo luogo ci meravigliamo della stessa amministrazione la quale, non sapendo come poter rimediare ai mal di pancia che l'originaria imposizione di far fruire liberamente delle toilette interne ai locali generò, si ritrova a fare qualche goffo passo indietro, consentendo comunque (e giustamente a nostro avviso) discrezionalità all'esercente di poter negare l'accesso ai servizi igienici, qualora lo ritenesse opportuno. È pertanto chiaro che ci troviamo di fronte alla classica norma all'italiana, che offre direttive ma non obblighi e che quindi ognuno può interpretare a piacimento, col risultato che, nel caos discrezionale, nulla cambi. Altresì sarà quindi opportuno valutare l’effettiva formulazione del testo concordato, anche ai fini degli eventuali profili di attaccabilità, in caso di contenziosi, che potrebbero sorgere a causa di norme, la cui ambiguità potrebbe far scaturire difficoltà interpretative".

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"Da Presidente della Commissione Consiliare 1, preposta alla valutazione, alla discussione e all’approvazione del testo regolamentare, sono rammaricata nel dover prendere atto che sino ad ora, nonostante i mesi trascorsi nell’analisi della scrittura licenziata ormai da mesi dalla Giunta Comunale, non si sia fatto altro che perdere tempo prezioso e sprecato denaro pubblico - continua la consigliera d'opposizione - Lo studio e la discussione di un testo, che, evidentemente, doveva ancora essere sottoposto alle associazioni di categoria le quali avrebbero senz’altro, come poi è avvenuto, proposto modifiche, non fa altro che dimostrare sia la completa incapacità organizzativa dei nostri governatori che antepongono il carro ai buoi inciampando su se stessi, sia il ritardo delle stesse associazioni nel far pervenire pareri e opinioni, quando si aveva contezza da mesi della discussione in atto. Va inoltre ricordato che l’ultima commissione in cui si è discusso di questo argomento si è tenuta a fine luglio, col rischio che il consesso decidesse di portare il tutto in un consiglio comunale il giorno 4 agosto, approvando quindi il Regolamento di Polizia Urbana così come proposto ed emendato sino a quel momento, con buona pace degli esercenti, delle associazioni di categoria e di chiunque avesse voluto dire la propria opinione. Come avrebbero quindi fatto ad andare incontro agli operatori? L'approvazione di un regolamento non è uno giochino da trattare con tempi a caso, bensì trattasi di uno strumento che influenza ed influenzerà le vite dei cittadini per i prossimi decenni ed è pertanto intollerante che le discussioni vengano affrontate in questo modo maldestro. La Commissione 1 è pronta per riprendere i lavori in settembre e sarà assolutamente prioritario e interessante revisionare tutto quanto e non avere fretta in quanto, come si è visto, tutto può cambiare in corso d'opera, soprattutto in agosto quando, guarda caso, il contraddittorio è fermo. Così non va, ma avremo modo di rivederci presto e mettere a punto tutto quanto, con i dovuti tempi e le dovute analisi e magari con la presenza delle stesse associazioni di categoria, spesso grandi assenti durante le nostre sedute".

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