Caso Terremerse, Vasco Errani assolto: "Finalmente è finita"

"Finalmente e'' finita", commenta Errani attraverso il suo profilo Facebook. "Con questa sentenza - scrive - si chiude una lunga vicenda processuale che forse non avrebbe dovuto nemmeno aprirsi. Si afferma cosi' in modo definitivo la verità"

Assolto con formula piena, perche' il fatto non sussiste. Il collegio della terza sezione penale della Corte d'appello di Bologna, presieduto da Cecilia Calandro, ha prosciolto, nel secondo processo d''appello per la vicenda Terremerse, l'ex presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani dall'accusa di falso ideologico. Assolti, perche' il fatto non costituisce reato, anche i due dirigenti della Regione Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti, accusati di falso ideologico e favoreggiamento.

All'origine del processo, la lettera e la relazione inviate da Errani alla Procura di Bologna per dimostrare la correttezza dell'operato della Regione nella concessione, avvenuta nel 2006, di un finanziamento di un milione di euro per la costruzione di una cantina a Imola alla cooperativa Terremerse, allora guidata da Giovanni Errani, fratello dell''ex presidente della Regione. Giovanni Errani, per la vicenda, e' gia' stato assolto in appello da una parte delle accuse, incassando il proscioglimento per prescrizione per quanto riguarda le contestazioni di falso e truffa, cosi' come lo scorso 30 marzo i giudici del Tribunale di Bologna hanno assolto la cooperativa dall''accusa di truffa aggravata. L'ex presidente della Regione, che dopo aver presentato la relazione, fini' indagato dalla pm Antonella Scandellari, e' stato invece assolto con formula piena in primo grado con rito abbreviato, nel 2012, dal gup Bruno Giangiacomo, che aveva scagionato anche Terzini e Mazzotti.

Due anni dopo, pero', e' arrivata la condanna in appello per tutti e tre: un anno a Errani, che subito dopo si e' dimesso da presidente della Regione, e un anno e due mesi per i due dirigenti di viale Aldo Moro. Secondo i giudici, infatti, "la relazione del 21 ottobre 2009 venne redatta con contenuto volutamente omissivo e fuorviante, in modo da fornire una falsa rappresentazione della regolarita'' della procedura dell''amministrazione nell''erogazione del contributo a Terremerse". Questo per "tutelare ad ogni costo l'immagine pubblica e politica del presidente della giunta, fine raggiungibile solo nascondendo le evidenti responsabilita' di Giovanni Errani e di Terremerse, fruitori della sovvenzione pubblica".

Lo scorso luglio l'ultimo colpo di scena, quando la Cassazione, nonostante il pg Aurelio Galasso avesse chiesto l''assoluzione per tutti gli imputati, ha disposto l'annullamento della sentenza, ordinando un nuovo processo d'appello. Ora si attende il deposito delle motivazioni, previsto tra 40 giorni. I legali degli imputati si dicono, ovviamente, soddisfatti per la sentenza, pur sottolineando che "sarebbe bastato confermare, nel primo appello, la sentenza di primo grado per risparmiarci questo inutile, ma a questo punto opportuno, ulteriore grado processuale".

"Finalmente e'' finita", commenta Errani attraverso il suo profilo Facebook. "Con questa sentenza - scrive - si chiude una lunga vicenda processuale che forse non avrebbe dovuto nemmeno aprirsi. Si afferma cosi' in modo definitivo la verità". Errani rivendica, quindi, la correttezza dei suoi comportamenti. "Ho pagato un prezzo altissimo e cio' peraltro ha coinvolto un'importante Istituzione come la Regione Emilia-Romagna, ma sono orgoglioso di avere sempre avuto un comportamento corretto e coerente di lealta' e pieno rispetto delle Istituzioni che per me vengono sempre prima delle vicende, anche le piu'' ingiuste, che coinvolgono una persona", afferma l'ex governartore.

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"Sono stati lunghi anni di sofferenza per me e per i miei familiari, sofferenza alleviata soltanto dalla solidarieta' e stima che ho sentito intorno a me e per questo ancora una volta ringrazio tutte e tutti", spiega sul social. "E' chiarissimo che nulla potra'' mai cancellare la sofferenza di questi anni, perche'' quando ingiustamente e' in discussione l''onesta', che viene prima di ogni altra cosa, vivi un dolore intimo, interiore che e'' impossibile dimenticare", ammette Errani. Tuttavia, "non ho rancori ne' recriminazioni da fare, spero soltanto che anche da questa vicenda possa venire uno stimolo ad una riflessione nell''interesse del Paese, lontano dalle strumentalizzazioni, nel pieno rispetto di ogni Istituzione e dei diritti e dovere di tutti. Io e la mia famiglia siamo felici", conclude. (fonte Dire)

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