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Chiude la pialassa Baiona: "50 famiglie di pescatori rimaste senza entrate"

"Non è in discussione la lotta al bracconaggio che deve svolgersi in maniera serrata e incessante a prescindere da tali lavori e ovviamente durante il loro svolgersi"

Il Comune di Ravenna ha disposto, dal 6 giugno fino a tutto luglio, il divieto di accesso all’area valliva della Pialassa Baiona al fine di effettuarne la bonifica da ogni manufatto abusivo o semidistrutto, materiali di scarto, rifiuti pericolosi, ecc. La zona sarà presidiata giorno e notte dalle forze dell’ordine per evitare che nella pialassa si circoli su barche o si peschi e che si acceda ai capanni esistenti se non direttamente dalla strada. Era vietato anche ai volontari dell’Enpa raggiungere la colonia di gatti presenti sugli isolotti, in prossimità del canale H, per ricaricare i dispenser del cibo secco e riempire i contenitori di acqua dolce, indispensabili per la sussistenza dei felini. Poi, grazie a un’intesa raggiunta con l’assessorato all’Ambiente del Comune di Ravenna, è stato deciso invece che una volta alla settimana un volontario dell’Enpa accompagnato da una guardia pinetale potrà raggiungere la colonia felina con i suoi trenta gatti.

"Altri divieti non giustificati sono però meritevoli di riconsiderazione - commenta il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi - Non è in discussione la lotta al bracconaggio che deve svolgersi in maniera serrata e incessante a prescindere da tali lavori e ovviamente durante il loro svolgersi. Apprezzabile anche la pulizia a fondo della pialassa dal diffuso degrado a cui è stata abbandonata, esso stesso complice delle bande dedite a razziare il patrimonio ittico della valle, ricco di vongole pregiate, fino a che non sarà distrutto. Inaccettabili invece i danni procurati dalla stagione prescelta, che penalizza il turismo ambientale, e dalle limitazioni ininterrotte e indiscriminate degli usi legittimi della pialassa da parte dei capannisti e dei pescatori regolari, col pagamento dei tributi e dei canoni dovuti. Una cinquantina di questi ultimi, dediti alla pesca professionale come unica risorsa di reddito per le proprie famiglie e già penalizzati dalla crisi delle loro attività causa l’emergenza Covid-19, si è trovata di colpo, senza alcun preavviso, deprivata di ogni introito. Anche per queste famiglie si pongono dunque problemi di sussistenza".

"L’incompatibilità tra le attività di bonifica della valle e le legittime sue frequentazioni si manifesta nei giorni e nelle ore in cui si svolgono i lavori, tra lunedì e venerdì, dal primo mattino a una certa ora del pomeriggio - continua il consigliere di opposizione in un question time - Di qui la proposta di effettuare un correttivo dell’ordinanza in questione affinché, nei giorni e nelle ore in cui i lavori non sono svolti possano accedere alla valle i pescatori regolari per svolgere la propria attività nei termini consentiti; i capannisti regolari per raggiungere i loro manufatti anche su battello; le persone residenti o alloggiate nei lidi nord per visitare questi luoghi, previa autocertificazione del loro stato, onde apprezzare la meraviglia di un ecosistema unico.  Si chiede pertanto al sindaco se conviene di indirizzare i servizi competenti in materia verso l’accoglimento sostanziale di tali proposte".

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