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Coronavirus, Bonaccini: "Terza ondata inevitabile, ma un lockdown totale non è pensabile"

Stefano Bonaccini non si sbilancia, al momento, sulla 'stretta' per le feste che sta valutando il Governo. Ma un concetto è chiaro: un lockdown totale come quello di primavera non è pensabile

Stefano Bonaccini non si sbilancia, al momento, sulla 'stretta' per le feste che sta valutando il Governo. Ma un concetto è chiaro: un lockdown totale come quello di primavera non è pensabile. "Siccome non possiamo richiudere tutto e tutti, a partire dal fatto che la scuola ha bisogno di riaprire all'inizio del prossimo anno - afferma il presidente dell'Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni - dobbiamo capire intanto quale può essere l'intendimento del Governo dopo le discussioni che stanno facendo in queste ore e vediamo se c'è una disponibilità delle Regioni a valutare insieme quali ulteriori restrizioni potrebbero da qui a inizio gennaio a non fare rialzare i contagi".

Quindi, glissa il governatore durante una videoconferenza stampa in Regione, "ogni cosa che dicessi in questo momento sarebbe prematura perchè il confronto ci sarà probabilmente domani e dopodomani". Ma, aggiunge ancora Bonaccini, "dobbiamo fare le cose per bene alla luce di quello che stanno facendo altri paesi europei", parecchi dei quali stanno mettendo in campo misure più restrittive per le vacanze di fine anno. E questo, sottolinea infine Bonaccini, "a tutela dei professionisti dalla sanità che da febbraio scorso sono impegnati in una sfida che non gli fa più distinguere la notte dal giorno, e la domenica dagli infrasettimanali".

"Nelle prossime ore, in questi giorni, discuteremo con il Governo, come Regioni, per capire come arginare il rischio di una terza ondata - conclude Bonaccini - Chi ne capisce più di noi dal punto di vista scientifico dice che è inevitabile, ma il tema non sarà l'inevitabilità o meno, sarà la forza di questa terza ondata, cioè se sarà troppo robusta o invece, come ci auguriamo, se sarà lieve. Per fare questo si studiano quotidianamente le curve di contagio" e in Italia la curva "è scesa complessivamente" ma "in maniera meno robusta di quello che si poteva prefigurare, anche perché non c'è stato un lockdown totale come a marzo".

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