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Tra i casi positivi al Coronavirus c'è anche un agente della Polizia locale

Tra i 22 nuovi casi di Coronavirus individuati nella provincia di Ravenna c'è anche un agente della Polizia locale di Ravenna

Tra i 22 nuovi casi di Coronavirus individuati nella provincia di Ravenna c'è anche un agente della Polizia locale di Ravenna. L'uomo si trovava in isolamento domiciliare già da oltre una settimana perchè mostrava alcuni sintomi che facevano pensare al contagio. Le condizioni dell'uomo, residente nel forese, attualmente non desterebbero preoccupazioni. Nel comando della Polizia locale sono già state attivate le misure del caso: come l'isolamento domiciliare di alcuni agenti che avevano lavorato a stretto contatto con lui. Da quanto si apprende, comunque, l'agente avrebbe contratto il virus altrove. La notizia è riportata dai quotidiani locali in edicola lunedì.

"La Polizia locale è ormai utilizzata in prima linea per il contrasto e il contenimento del contagio - si legge in una lettera inviata da Sergio Menegatti, coordinatore provinciale del sindacato di Polizia Sulpl, a sindaco, Prefetto e al comandante della Polizia locale - Come disposto dal ministero dell’interno e delle prefetture, ogni giorno e senza sosta svolgono il loro lavoro giudicato essenziale e utile alla comunità, a scapito anche della propria incolumità. Le disposizioni e i protocolli sanitari impongono misure restrittive per i contagiati e per quelli che sono stati a contatto con i contagiati, arrivando a dover stare in quarantena obbligata. Negli ultimi giorni ci sono state fornite moltissime informazioni sia dal governo che dalle forze dell’ordine che dalle amministrazioni regionali e locali sullo stare a casa per limitare il contagio; da questa disposizione tutti gli operatori sanitari e le forze di polizia, compreso la polizia locale, purtroppo non sono soddisfatte, causa il lavoro indispensabile per la comunità che viene obbligata a svolgere. Le persone coinvolte in questi servizi non sono carne da macello, ma devono essere i primi a essere forniti tutti i dispositivi di sicurezza, sia per se stessi ma anche e soprattutto per gli altri, che vedrebbero il personale ammalato come possibili untore di altro personale e che verrebbe sicuramente a mancare dalle strutture, non potendo così garantire il servizio sanitario e di sicurezza del paese. Ricordiamo che chiedere al lavoratore, seppur contagiato, di venire al lavoro anche se asintomatico avrebbe comunque il rischio di contagiare sia tutti i componenti del corpo che i cittadini con cui verrebbero a contatto. Si richiede di verificare il personale della Polizia locale, di disporre per sintomatici e asintomatici la dovuta quarantena presso la residenza con le dovute prescrizioni; solo il personale sano non contagiato potrà recarsi al lavoro con le dovute precauzioni e facendo uso del dpi in dotazione. Riterremo responsabili penalmente chi non ottemperasse a tali disposizioni contrarie alla costituzione e al buon senso".

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