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Emergenza freddo: un riparo per tutti con la raccolta fondi 'Dona Domus'

Il progetto Dona Domus, una iniziativa di cittadinanza attiva promosso lo scorso anno dal Comitato “Rompere il silenzio” e da ARCI di Ravenna, ha avuto buon esito e viene riconfermato anche per il 2014

Il progetto Dona Domus, una iniziativa di cittadinanza attiva promosso lo scorso  anno dal Comitato “Rompere il silenzio”  e da ARCI di Ravenna, ha avuto buon esito e viene riconfermato anche per il  2014. Il Comitato “Rompere il silenzio” fin dal 2011 segue il dramma dei senzatetto, dei senza fissa dimora  e dell’emergenza freddo, impropriamente definita  tale, dato che il freddo arriva puntualmente sempre alla stessa stagione e il dramma delle famiglie sfrattate sta assumendo i tratti di una dolorosa normalità.

L’azione solidaristica Dona Domus consiste nella raccolta di fondi per offrire un posto letto a chi, non trovando accoglienza per esaurimento posti presso il dormitorio Re di Girgenti, il dormitorio Il Buon Samaritano, e, nei mesi invernali, nel dormitorio di Via Torre, segnala il proprio “rischio addiaccio”. L’iniziativa intende sostenere e affiancarsi, con fondi aggiuntivi, ai doveri delle Istituzioni nell’ambito  della protezione sociale e della accoglienza. “Donare è virtù di cittadinanza”, ha affermato l’assessora al volontariato e alle politiche sociali Giovanna Piaia presente in municipio per la conferenza stampa insieme con i rappresentanti di Asp, Arci e Rompere il silenzio” . “Pensare agli altri e a come migliorare la vita delle persone meno fortunate – ha aggiunto - vuol dire anche credere e investire in una città più vivibile per tutti. Per questi motivi auspichiamo una grande adesione da parte dei ravennati”.

I criteri di accoglienza aggiuntiva sono concordati, con apposita convenzione, con ASP Ravenna, Cervia e Russi. Sono prese in considerazione emergenze anche nel corso dei mesi non invernali  e a sostegno di eventuali sperimentazioni di Housing sociale, già in essere, con buoni risultati, in altre città, in Europa e in Italia. Sarà prestata inoltre particolare attenzione alle donne, sole o con figli e figlie, e a famiglie che rischiano collocazioni abitative separate.
Altre azioni positive sono possibili. Alcune sono già state sperimentate con soddisfazione da aderenti al Comitato “Rompere il silenzio”. Per esempio, è possibile conferire direttamente all’ ASP (Azienda Servizi alla Persona) un proprio alloggio sfitto, ad affitto inferiore al prezzo di mercato, in modo da accogliere chi - pur non disoccupata/o - non può sostenere costi di affitto elevati.

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