Cronaca

Il Cestha salva una piccola tartaruga in difficoltà: è la decima quest'estate

Le tartarughe arrivano fortemente denutrite - probabile che non si stiano alimentando da settimane - e sono completamente ricoperte da balani, ossia i crostacei che rivestono anche cozze e scogli

Pesa solo 250 grammi ed è grande appena 12 centrimetri la piccola tartaruga Caretta caretta recuperata in difficoltà dallo staff del gruppo Tao, che gestisce il centro di primo soccorso a Porto Garibaldi. Completamente ricoperta di balani, i cosiddetti denti di cane, e fortemente debilitata, è stata trasferita al centro di recupero Cestha di Marina di Ravenna, dove seguirà uno specifico percorso di riabilitazione per ritornare libera in mare.

La piccola si aggiunge alle altre 4 già in cura presso il centro, ritrovate nei tratti di costa tra Ravenna e Ferrara che, sommate a quelle delle settimane precedenti, portano il conteggio a una decina di piccole tartarughe spiaggiate, di una età compresa tra uno e due anni. “Il fenomeno sta divenendo una consuetudine del periodo estivo - affermano i biologi e ricercatori che se ne stanno occupando - I numeri sono in linea con quelli dello stesso periodo dell’anno scorso, perciò è ragionevole pensare che le condizioni che inducono questi giovanili a debilitarsi e poi a spiaggiarsi siano le stesse”.

Le tartarughe arrivano fortemente denutrite - probabile che non si stiano alimentando da settimane - e sono completamente ricoperte da balani, ossia i crostacei che rivestono anche cozze e scogli. Non si tratta di parassiti, ma semplicemente di epibionti, cioè "coinquilini" che non danno fastidio all’ospite se non quando questi è appunto debilitato e la colonizzazione avviene anche su occhi e altre parti del corpo. I ricercatori stanno lavorando su un approccio gestionale che sta mostrando ottimi risultati: tutte le piccole recuperate negli ultimi due anni sono già liberate o fuori pericolo.

L’area al largo del Delta si conferma di notevole importanza per questi rettili marini. La Regione Emilia Romagna, infatti, ha istituito il sito marino IT4060018 "Adriatico Settentrionale”, ora in gestione all’Ente di Gestione Parchi e Biodiversità Delta del Po, anche se esterno ai perimetri del Parco. Regione e Parco, di concerto con le associazioni Nazionali e locali della Pesca e molluschicoltura, hanno stabilito le misure di conservazione del Sito Rete Natura 2000 proprio allo scopo di rendere le attività turistiche e produttive che si svolgono in mare, compatibili con il mantenimento e se possibile il miglioramento dello stato di conservazione delle specie quali tartaruga marina e tursiope nell’area protetta. L'Ente di gestione Parchi e Biodiversità Delta del Po intende redigere il piano di gestione del sito, a partire dall'acquisizione di nuovi dati ecologici e biologici dell'area. Sarà inoltre necessario sostenere ulteriori attività di studio e ricerca, approfondendo le problematiche riscontrate negli esemplari recuperati ed indagando le motivazioni alla base delle criticità evidenziate.

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