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Il polo sanitario studia la riabilitazione cardio-respiratoria del paziente che supera il Covid

Il pneumologo effettua la diagnosi attraverso la visita e gli esami strumentali necessari, poi il fisioterapista imposta un programma ad hoc per il paziente

Il doppio tampone negativo sancisce la fine della fase acuta della malattia da Covid-19. Ma, nella maggior parte dei casi, occorrono diversi mesi per un recupero completo. Per questo motivo, il polo sanitario Ravenna 33 ha avviato un percorso di riabilitazione cardio-respiratoria multidisciplinare, studiato su misura in base alle specifiche esigenze di ogni paziente. A parlarne è la fisioterapista Federica Bazzocchi, laureata all’Università di Bologna, con alle spalle esperienza in reparto ospedaliero, responsabile della riabilitazione cardio-respiratoria.

"Al momento, il mondo medico-scientifico – afferma Bazzocchi – sta verificando se, nei casi più gravi, gli esiti e le conseguenze possano essere protratte nel tempo, causando quindi danni a lungo termine al sistema cardio-respiratorio. Quello che è certo è che, al termine della fase acuta, la ripresa del sistema cardiovascolare e il ritorno alle funzionalità generali avviene in maniera progressiva e, in certi casi, è fondamentale intervenire con un programma di riabilitazione respiratoria mirato». D’altra parte, ci sono già ‘evidenze’ se si considera che la riabilitazione cardio-respiratoria è uno dei principali approcci terapeutici non farmacologico per le patologie come la Bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva), che in Italia colpisce il 5,6 per cento della popolazione seconda dati Istat 2019 ed è responsabile di circa il 55 per cento dei decessi per questo tipo di patologie".

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