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Inchiesta sulla Berkan B: i vertici dell'Autorità portuale nuovamente sospesi

E' quanto ha stabilito il tribunale di Ravenna, che, nel contesto dell'inchiesta sulla Berkan B, ha nuovamente sospeso il presidente Daniele Rossi

Paolo Ferrecchi torna alla guida dell'Autorità di sistema portuale. E' quanto ha stabilito il tribunale di Ravenna, che, nel contesto dell'inchiesta sulla Berkan B, ha nuovamente sospeso il presidente Daniele Rossi, il segretario generale Paolo Ferrandino e il direttore generale Fabio Maletti. Lunedì si era svolto l'interrogatorio di garanzia. L'interdizione era stata poi ritirata in seguito a un vizio di procedura. Alla guida dell'ente torna dunque il commissario Ferrecchi nominato qualche giorno fa dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. 

Il caso in Consiglio comunale

Martedì in Consiglio comunale è stata discussa la richiesta di "licenziamento" da parte del gruppo della Pigna. Come affermato dal consigliere del Partito democratico Marco Frati e segretario comunale del partito, Rossi "ha impiegato tutte le risorse disponibili per raggiungere l'obiettivo". E il "ritardo di sei mesi" accumulato, ha aggiunto, sta nella "scelta piu' prudente" di richiedere il maggior numero possibile di autorizzazioni per evitare sorprese a lavori in corso: blocchi da parte della Magistratura o ricorsi di qualche ente. Insomma, "fino a inizio anno sono stati rispettati tempi e sono stati ottenuti gli obiettivi predefiniti - ribadisce - l'iter ha seguito il suo percorso e ora siamo in procinto dell'ultimo metro".

La maggiore prudenza ha prodotto "un rallentamento di sei mesi, che se i lavori non verranno bloccati non sono sprecati". Rossi, ha concluso, e' al terzo anno di presidenza su quattro e "non si puo' non riconoscere il lavoro svolto. A fine percorso il tempo sara' minore". Veronica Verlicchi della Pigna ha attaccato a testa bassa, stigmatizzando l'assenza in Aula di sindaco e vicesindaco con delega al Porto e provando a smontare "l'arringa" dem. Rossi, ha argomentato, va rimosso, ma non per l'indagine che lo vede coinvolto per il relitto della Berkan B. E per la quale e' stato sospeso qualche giorno fa dalla Procura e poi reintegrato. Anche se la magistratura ha rinnovato la richiesta di sospensione. 

Va sostituito, ha aggiunto la civica, per "i ritardi comprovati che si sono accumulati" sul progetto Hub, sulla bonifica della piallassa Piomboni, sui dragaggi del terminal crociere, con le navi passate da una quarantina a una decina. E per la "non curanza su problematiche importanti", come quella dei rifiuti nel porto turistico di Marinara. Emanuele Panizza del Gruppo misto ricorda di avere chiesto le dimissioni un anno fa per i dragaggi e per il bando di assunzione del direttore.

Mentre Massimo Manzoli di Ravenna in Comune ha condiviso "l'impianto accusatorio sulla tematica, ma non che si possa fare passare la colpa solo a Rossi per le condizioni del porto". Vanno infatti coinvolte le amministrazioni comunali che si sono succedute. Rosanna Biondi della Lega, annunciando l'astensione e spiegando che "questa non e' l'aula di un tribunale, c'e' la sindrome del commissario Basettoni". Non ha capito invece "dove stanno le responsabilita' della giunta" Daniele Perini di Ama Ravenna. La mozione è stata respinta con 18 voti contrari, cinque favorevoli e due astensioni.

Il vicesindaco

Sulla questione interviene il vicesindaco, Eugenio Fusignani: "Aver calendarizzato una mozione di sfiducia con l’esame del Gip ancora in corso ritengo sia stato un errore. Per questo ho ritenuto consapevolmente di non partecipare ad un dibattito che vede una indagine della Procura aperta e un interrogatorio di garanzia i cui esiti non sono ancora noti. Se il Consiglio comunale, nella sua sovranità istituzionale e politica, ritiene di discutere di argomenti non ancora sufficientemente acclarati dall’iter giudiziario, ponendo in discussione un mandato che rappresenta tutti i cittadini di Ravenna e non solo parte di essi, dal canto suo  l'amministrazione, che invece rappresenta tutti i cittadini di Ravenna, non può e non deve permettersi queste deroghe. Per questo, con senso di responsabilità, ho deciso di non partecipare a questo dibattito consiliare sia per rispetto delle persone coinvolte, sia per rispettare il dovere istituzionale dell’amministrazione sia, soprattutto, per rispetto del lavoro della Procura e per non interferire in alcun modo con quello della magistratura".

L'attacco de La Pigna

Commenta Verlicchi: "La notizia che il giudice ha confermato il provvedimento per l’interdizione di un anno dall’esercizio delle funzioni di Rossi in qualità di presidente dell’autorità portuale e di altri due dirigenti dell’ente smentisce il voto contrario espresso dal Pd e dalla maggioranza nel respingere la nostra richiesta. Il sindaco Michele De Pascale, il suo Pd e il vicesindaco Fusignani, hanno tenuto un comportamento irresponsabile che lascia il porto di Ravenna e gli operatori portuali nel caos più totale. Non pensino, de Pascale e i suoi, insieme a quella piccola parte della minoranza filo Pd che ha sempre difeso Rossi, e che ieri ha persino l’aula insieme alla Giunta,  di essersela cavata. A noi stanno a cuore le sorti del nostro Porto e non smetteremo mai di criticare le scelte scellerate, passate e presenti, delle varie Giunta a guida Pd, che hanno ridotto il nostro porto in condizioni disastrose, solo per conservare i loro interessi e quelli dei loro affini. Costringeremo di nuovo il Consiglio comunale a tornare in aula, per discutere la nostra nuova mozione che, alla luce del nuovo provvedimento di interdizione che condanna Daniele Rossi ad estendersi dall’esercizio delle sue funzioni di Presidente dell’Ente Portuale per una durata di 1 anno, chiede la sua definitiva rimozione e sostituzione con persona di provata capacità, esperienza e competenza. Il nostro porto non può più permettersi ritardi e gravi disattenzioni e Rossi, oggi ancor più di ieri, non é in grado di garantire la dovuta attenzione e capacità di gestione.  Il Pd e de Pascale che hanno voluto Daniele Rossi a capo dell’Autorità Portuale, prendano atto che la sua Presidenza non è più sostenibile",

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