Lido di Dante, "riporto di terraccia di dubbia provenienza sull’arenile"

Bastoncini di plastica e argilla tra le componenti di questo materiale. Voglio augurarmi che Arpa svolga i richiesti accertamenti.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Continuano a pervenirmi segnalazioni di riporto di materiale, apparentemente sabbioso, sul tratto di arenile tra due stabilimenti balneari di Lido di Dante. Sono i cittadini a lamentarsi, ma anche i primi temerari turisti che, sfidando la poca clemenza delle condizioni meteo, non vogliono rinunciare alla prima tintarella. Non solo, il titolare di altro stabilimento balneare lamenta l'utilizzo di tale materiale poiché, poi, una volta in mare, le correnti spalmano fanghiglia su tutto il litorale.

Circa un mese fa lo stesso tratto fu oggetto di ripascimento con lo stesso materiale, che il mare portò via nel giro di qualche giorno. In pratica, l'amministrazione comunale continua a sperperare denaro pubblico e a deturpare un tratto di arenile della propria costa. Il 13 maggio scorso accertai personalmente l'ennesimo andirivieni di camion lungo la già martoriata via Marabina per ripetere il riporto di terraccia. Fosse sabbia, quanto meno quella proveniente dalla vagliatura della pulizia degli arenili nel periodo estivo, ci potrebbe anche stare.

Come si rileva dalle foto allegate, spiccano bastoncini di plastica che fanno scartare l'ipotesi di sabbia vagliata e lavata, poiché questi oggetti sarebbero rimasti nelle maglie della vagliatura. Ma allora cos'è questa schifezza di materiale e da dove viene? Supporto dei Chupa Chups (i lecca lecca, caramelle cosiddette ciupa ciupa, che le mamme adorano dare ai bambini perché non sporcano le mani), o "cotton fioc"? Impossibile che sia sabbia di cava, poiché queste pseudo caramelle arrivano da noi attorno agli anni ottanta; mentre quale supporto del cotton fioc, pur se vietato l'uso della plastica (legge 93/2001), si presta agli usi più disparati come il trucco oppure per il prelievo di prove destinate alle analisi del laboratorio medico. Quindi la presenza di bastoncini nel sottosuolo mal concilia con l'epoca della bonifica.

Considerato che attraverso le maree parte di questo materiale finirà nelle acque marine antistanti la spiaggia, e tenuto conto dei tantissimi bambini che nel periodo estivo giocheranno con esso, il giorno dopo (14 maggio), quale presidente della Commissione sicurezza del Consiglio territoriale del Mare, con mail certificata, ho richiesto l'intervento di Arpa Regionale - Sezione di Ravenna, di valutare la possibilità di effettuare campionature e analisi, al fine di accertare la salubrità di questo materiale, di sconosciuta provenienza, volta a dirimere anche il residuo dubbio dal punto di vista dell'assenza di eventuali sostanze nocive per la salute pubblica. Voglio augurarmi che questi accertamenti siano svolti da Arpa e sarà mia cura far conoscere gli esiti ai tanti che mi inviano segnalazioni. Alla faccia della "bandiera blu".

Pasquale Minichini
Capogruppo di Lista per Ravenna

Consiglio territoriale del mare

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