Marinara, ancora polemiche: "Con dei dilettanti non si rilancia il porto"

L'accusa di Romagna Yacht Club. Ma la società Vendere 2.0 si difende: "Rilanciare Marinara richiede tempo. Ma le polemiche inutili danneggiano tutti"

Non c’è stata estate, nell’ultimo decennio, in cui non si sia parlato di Marinara. Prima come speranza – “volano di sviluppo per il turismo balneare” era formula di rito -, poi come esperienza in gran parte fallimentare, poi ancora come risorsa da rilanciare.
Un rilancio per cui ognuno sembra avere la propria, infallibile, ricetta.
"BOICOTTATE LE NOSTRE INIZIATIVE" - “Questa piazza (la piazza di Marinara, ndr) sarà vissuta solo quando saranno accessibili le barche ed il mare perché altrimenti resterà un assolato e largo vicolo cieco che termina nelle cancellate”. A parlare è Pietro Calvelli, presidente di Romagna Yacht Club, che parla di "dilettantismo" nella gestione del porto. “Ciò che attira in un luogo del genere è la possibilità di andare in mare, accedervi e usufruire di mezzi e servizi, anche a noleggio, che attualmente non esistono. Ovunque si noleggiano gommoni, moto d'acqua, vele, corsi, attività marine dalla pesca allo sci.  A Porto Levante come a Porto Cervo. Qui a Marina invece è addirittura vietato il transito di aquascooter, neppure alla velocità dei regolamentari 3 nodi. Al signor Vendere2.0, la persona designata a salvare quell'azienda in crisi, è stato persino presentato un noleggiatore, condotto nel suo ufficio, gli è stato lasciato indirizzo ed il resto, ma non ha mai creduto opportuno rivolgergli alcuna offerta. A Pasqua abbiamo fatto una giornata a porte aperte, in cui tutti potevano andare in barca, e non solo non ci hanno aiutato, ma ci hanno fatto passare per degli abusivi. Basta con i dilettanti allo sbaraglio”.
LA REPLICA DI "VENDERE 2.0" - Il “signor Vendere 2.0” di cui parla Calvelli è Luca Scarabelli, 55 anni in ottobre, esperto di marketing e titolare della “Vendere 2.0”, di cui è socio insieme al figlio Alessandro, che alle ultime Amministrative era candidato al consiglio comunale per la lista “Ravviva Ravenna”, che sosteneva Michele de Pascale.
“Intanto – sottolinea Scarabelli – devo sottolineare che, da gennaio di quest’anno, noi abbiamo un contratto per il marketing, la comunicazione e le vendite di Marinara. E’ per questo che abbiamo un accordo con Seaser, che si occupa della parte amministrativa.
Marinara è un prodotto eccellente, di livello, che va piazzato. Ma abbandonando la sciocchezza che possa diventare la Porto Cervo dell’Adriatico. È un lavoro che richiederà molto tempo perché dobbiamo cancellare anni di polemiche. Stiamo facendo in modo che su Marinara si concentri una comunicazione positiva, che venga riposizionata su un target di utenza fatto di giovani che amano lo sport e famiglie che amano il mare. Stiamo anche lavorando senza budget, per cui non abbiamo risorse per creare e proporre eventi nostri. Possiamo ‘solo’ appoggiare e promuovere quelli degli altri”.
Alle accuse di Calvelli, Scarabelli risponde andando a cercare nella posta elettronica una vecchia e-mail. “Ho ancora il messaggio che gli avevo inviato in marzo. Per il noleggio di gommoni noi le condizioni economiche le avevamo proposte, ma non abbiamo mai ricevuto risposta. Avevamo proposto di riservare 5 posti in pontile per il noleggio gommoni, con uno sconto del 50%. E per Pasqua avevamo proposto di far pagare 10 euro per lo stazionamento delle barche, di qualsiasi dimensione, che avrebbero portato in giro i turisti. Volevano i posti gratuitamente? Seaser in questo momento non può permettersi niente di gratuito, visto il debito. Purtroppo tutte queste polemiche inutili non fanno bene a Marinara”.

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