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Domenica, 21 Aprile 2024
Cronaca Bagnacavallo

"La rivincita dei daltonici" di Nicola a Masterchef: la sua guancia convince lo chef 2 stelle Michelin Jeremy Chan

Il piatto del 20enne di Bagnacavallo - guancia con quenelle di patata viola, funghi e brodo allo zafferano - ha scatenato un momento di divertimento nella Masterclass

Il viaggio di MasterChef Italia prosegue e i giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli continuano a ricercare la perfezione tecnica e un’identità ben definita. Una Black Mystery Box giovedì sera ha messo alla prova gli aspiranti chef sulle loro capacità gustative, i peggiori si sono sfidati a un Pressure Test lampo, che ha decretato l’eliminazione di Giuseppe; quindi lo Skill Test, che ha accolto uno degli ospiti più amati, lo chef Jeremy Chan del ristorante 2 Stelle Michelin “Ikoyi”, protagonista di una prova molto tecnica, al termine della quale Silvia ha dovuto sfilare il proprio grembiule bianco.

Una nuova Black Mystery Box ha aperto la serata, con l’obiettivo di testare i cuochi amatoriali sulle capacità gustative. Al suo interno 10 ingredienti (basilico, salmone affumicato, mango, cocco, piselli, parmigiano, lampone, porro, aceto e manzo) trasformati in cubetti gelatinati che i concorrenti hanno dovuto indovinare senza alcuna indicazione: gli ingredienti della cucinata sarebbero poi stati solo quelli individuati correttamente. I giudici Barbieri, Cannavacciuolo e Locatelli hanno assaggiato i piatti peggiori, partendo da quello senza nome di Mattia (mousse di salmone, crema e cialda di parmigiano con chutney di mango e lampone), poi Tre Sei Nove di Lavinia (involtini di porro, salmone e basilico con coulis di lamponi e crema di piselli all’acqua di cocco), e ancora Nei Prati di Hue (filetto marinato in acqua di cocco, salsa di mango e lamponi, cialda di parmigiano), Un Dolce Salato di Giuseppe (cialda di parmigiano con chutney di cocco e lampone su porro grigliato e spuma di lamponi) e infine Tanto Mango di Francescone (purea dolce di mango con cubetti caramellati e purea salata con fette di mango al naturale).

Al Pressure Test lampo dedicato agli abbinamenti tra sapori si sono sfidati Lavinia, Giuseppe e Mattia. Edoardo, vincitore della Black Mystery Box, ha assegnato loro coppie davvero sorprendenti di alimenti: a Mattia sono andati sedano rapa e fiori freschi di lavanda, a Lavinia anguria e acciughe, infine a Giuseppe ha assegnato sogliola di Dover e caffè colombiano. Giuseppe ha presentato Lago Salato (sogliola in crosta di sale e caffè), poi Mattia ha portato Millefoglie di sedano rapa e lavanda (cialde di sedano rapa marinate nella lavanda con tartare di ombrina) infine Lavinia con Alice e Cocomero (acciughe fritte marinate nell’anguria con salsa di mela e anguria). Giuseppe non ha convinto i giudici e ha dovuto abbandonare il suo sogno.

A seguire, il secondo Skill Test della stagione ha accolto in Masterclass lo chef Jeremy Chan del ristorante 2 Stelle Michelin di Londra Ikoyi, eletto “uno dei più eccitanti al mondo” e new entry lo scorso luglio nel ranking mondiale del World’s 50 Best Restaurants Award. Come sempre in questa prova ad ogni step i migliori accedevano direttamente alla balconata, i peggiori invece dovevano affrontare il livello successivo, e così via fino ad arrivare all’ultimo livello, quello con l’eliminazione. Focus dello Skill Test erano i cinque sensi, e la vista è stata protagonista del primo step: i piatti a base di guancia di maiale, infatti, sono stati giudicati solamente per l’estetica, senza alcun assaggio. Le creazioni migliori sono state From London to Tokyo, La Storia di un Porco di Edoardo (guancia al burro con brodo, cipollotto e coriandolo), Guanciotti dal Cappello di Bubu (guancia con topinambur, cipollotto, funghi ed erba cipollina) e Guancia a Prima Vista di Nicola (guancia con quenelle di patata viola, funghi e brodo allo zafferano).

E proprio il piatto del 20enne di Bagnacavallo ha scatenato un momento di divertimento nella Masterclass. Lo chef Jeremy Chan, infatti, ha apprezzato molto la scelta di colori di Nicola, che però ha confessato: "Essendo un po' daltonico a volte faccio fatica a scegliere i colori". Ma il piatto convince tutti: "E' una presentazione elegante e invitante", dice Locatelli, mentre per Cannavacciuolo "è un piatto vivo". Così Nicola conquista la balconata. "Vado su con la prova sulla vista che sono daltonico, è la rivincita dei daltonici!", ha schezato il giovane.

Il piatto di Nicola
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Il secondo step ha sollecitato le papille gustative e ha richiesto ai concorrenti un piatto perfettamente bilanciato realizzato con il solo gusto dell’amaro; tra gli ingredienti disponibili: fegato di vitello, ravanelli, liquirizia, milza, tarassaco, radicchio, rucola, pompelmo, rafano e catalogna. Hanno conquistato la balconata Hue con Dal Primo Sguardo (fegato con salsa al pompelmo, insalata liquida di rucola, radicchio e ravanello grigliato), Roberto con L’amaro in Bocca (involtino di radicchio ripieno di fegato alla liquirizia, salsa alla cicoria con ravanelli e pompelmo), Laura con Ci vuole fegato per avere l’amaro in bocca (fegato al pompelmo con cicoria, pompelmo e panna al tè matcha), e ancora Lavinia con Fegato, radicchio, rucola e ravanelli (fegato cotto con panna al tè matcha, rucola, ravanelli e radicchio, con salsa di soia), Mattia con Il mio sta peggio (fegato con insalata di rucola e pompelmo, con besciamella al rafano), Sara con Fegato di mamma (fegato marinato alla liquirizia, coriandolo e arancia, con crema di radicchio e ravanelli).

All’ultimo livello sono quindi finiti Leonardo, Silvia, Francesco e Ollivier, per un test sulla multi-sensorialità, una vera e propria “mission impossible”: i concorrenti, bendati, hanno prima assaggiato un piatto creato proprio dallo chef Jeremy Chan, e poi hanno dovuto riprodurlo senza riferimenti. Alla fine il piatto più lontano dall’originale è stato quello di Silvia, che ha dovuto quindi sfilare il grembiule e abbandonare per sempre la cucina di MasterChef Italia. La gara proseguirà la prossima settimana, giovedì 2 febbraio sempre alle 21.15 su Sky e in streaming su NOW: nervi saldi e cinque sensi ben sviluppati continueranno a essere fondamentali in questo percorso tecnico ed esaltante, i giudici non possono perdonare più nulla e i 12 cuochi amatoriali ancora in gara continueranno a sfidarsi con determinazione e grande agonismo.

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