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Cronaca

"No al rinnovo del Memorandum Italia Libia": manifestazione a Ravenna

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Anche  Ravenna, come tante città italiane ed europee, si mobilita per dire NO al rinnovo del Memorandum Italia-Libia in scadenza il 2 novembre prossimo.A raccogliere l'appello dell'Assemblea nazionale permanente DIRITTO DI MIGRARE DIRITTO DI RESTARE sono Donne in Nero Ravenna, UDI Ravenna, Casa delle donne, Femminile Maschile Plurale, LIFE onlus, Amnesty International Ravenna, Amici di Rekko7. L'invito è a partecipare al sit in venerdì 14 ottobre ore 17,30 in Via Cavour, davanti a San Domenico. 

Da tempo Associazioni, realtà di base, inchieste giornalistiche, organizzazioni internazionali e l'ONU denunciano la sistematica violazione dei diritti umani dei migranti e delle migranti nei centri libici, dei veri e propri lager, luoghi di violenze, abusi, torture, stupri, schiavitù, prostituzione forzata e uccisioni. Questa situazione disumana va avanti da anni, dagli accordi del 2017, poi perfezionati con un Memorandum di intesa italo-libico tacitamente rinnovato nel 2019, in base al quale L'Italia finanzia la sedicente "Guardia costiera libica" e la fornisce di motovedette e addestramento. Grazie a questi mezzi negli ultimi cinque anni oltre 85.000 persone sono state intercettate in mare e riportate nell'inferno dei lager libici. Fra queste persone la presenza delle donne è in continuo aumento e sono le più esposte al rischio della tratta, dello sfruttamento sessuale e lavorativo.


Quasi sempre le migranti fuggono da situazioni difficili nei loro paesi d'origine: guerre, matrimoni forzati, mutilazioni genitali, violenze. Oppure vengono ingannate con false promesse da trafficanti, a volte anche con l'appoggio di familiari.                                                 Durante il percorso migratorio le donne, soprattutto quelle che viaggiano da sole, sono in gran parte vittime di violenze, abusi fisici e psicologici. La permanenza nei lager libici non fa che aumentare la brutalità degli abusi. Molte donne, una volta arrivate in Europa, non denunciano gli abusi subiti per vergogna, per mancanza di fiducia nelle autorità o semplicemente perchè non vengono informate sui loro diritti.

ll Memorandum Italia- Libia non è un accordo di cooperazione, ma una pratica vergognosa con cui l'Europa e l' Italia gestiscono le migrazioni attraverso l'esternalizzazione delle frontiere. L'Italia ha già speso circa 271 milioni di euro negli ultimi anni, per alimentare il sistema criminale libico. Il 2 novembre 2022, il Memorandum d'intesa Italia-Libia sarà automaticamente rinnovato per altri 3 anni, a meno che il governo italiano o quello libico non lo annullino. La continuazione di questo Memorandum consoliderà le condizioni disumane in Libia per le persone in transito. tutto questo deve cessare.

Ionne Guerrini, attivista Donna in Nero e Casa delle donne Ravenna

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