Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Parlamentari, Op e Coop firmano il 'patto Coldiretti' per salvare la filiera della frutticoltura romagnola

Il documento, forte dell'appoggio dell'assessore regionale all'Agricoltura Alessio Mammi, pone all’attenzione dell’Esecutivo Draghi e del Parlamento una serie di questioni urgenti

Una serie di azioni urgenti dalle quali dipende il destino della frutticoltura romagnola, settore che negli ultimi due anni è stato drammaticamente colpito dalle gelate primaverili perdendo superfici, addetti e peso economico. Per invertire rapidamente la rotta e garantire futuro all'intero comparto, Coldiretti Ravenna ha prima incontrato insieme alle OP e cooperative di settore i Parlamentari locali e poi predisposto un documento operativo che nella mattinata di ieri, alla presenza della Giunta provinciale dell'Organizzazione agricola, è stato sottoscritto da tutti gli attori della filiera, istituti di credito, Comune di Faenza e dagli stessi Onorevoli. “Il tema maggiormente urgente e indispensabile per garantire la sopravvivenza delle imprese, bloccare gli espianti e la riconversione produttiva, scenario che avrebbe ricadute catastrofiche sulle economie di interi territori con riduzione drastica di decine di migliaia di posti di lavoro – ha esordito il Presidente di Coldiretti Ravenna, Nicola Dalmonte - è affrontare in modo serio e con visione di prospettiva quanto provocato dai due eventi catastrofici dell'ultimo biennio e più in generale da un cambiamento climatico evidente e tangibile che proprio sulle imprese ortofrutticole si riversa con la propagazione di piaghe quali la cimice asiatica o l’aumento di fitopatie che ostacolano le coltivazioni”.

Tra le azioni urgenti messe nero su bianco nel documento stilato da Coldiretti Ravenna e che verranno portate insieme al documento all’attenzione dell’Esecutivo Draghi e del Parlamento: la necessità di mettere a disposizione delle Regioni entro la fine dell'anno, e da qui alle aziende danneggiate, la prima tranche dei 70 milioni che legge di bilancio approvata nel 2020 ha previsto per rifinanziare il fondo di solidarietà nazionale, importo grandemente insufficiente per il danno che gli eventi climatici hanno provocato (inoltre tale fondo non è limitato al gelo), ma indispensabile per dare un poco di respiro alle imprese. Agire sin dalla prossima discussione sulla Legge di Bilancio inserendo un congruo stanziamento a sostegno delle aziende danneggiate dalle gelate 2021. Gli attuali 160 milioni di euro previsti, destinati a tutte le calamità e non solo agli effetti delle gelate, non possono infatti minimamente coprire danni da gelo che superano il miliardo di euro Intervenire riformando il sistema delle coperture assicurative attivando fin da ora Ismea affinché possa fare da garante per le compagnie così da evitare l’esclusione dalla copertura sia delle coltivazioni più a rischio sia di interi territori Accelerare sulla conversione in legge del Decreto contro le pratiche sleali commerciali lungo la filiera che penalizzano gli agricoltori e le strutture dei produttori.

Sul fronte della valorizzazione di prodotto è poi necessario dare vita ai Distretti del cibo organizzati dalla produzione con il coinvolgimento di tutti gli attori di filiera, dalla pianta al banco commerciale, partendo proprio dal Distretto delle drupacee di Romagna. Tali distretti devono prevedere adeguati fondi per la loro realizzazione utilizzando sia risorse della politica agricola europea sia ogni possibile fonte economica nazionale. 

Il documento, forte dell'appoggio dell'assessore regionale all'Agricoltura Alessio Mammi, e al quale farà seguito l'istituzione di un tavolo di lavoro permanente dedicato alla frutticoltura romagnola, è stato condiviso e firmato da Coldiretti Ravenna, dalle principali Organizzazioni e cooperative di produttori, Agrintesa, Apo-Conerpo, Granfrutta Zani, Caviro, dai parlamentari ravennati (Collina, Errani, Manca, Di Maio), dalla BCC Ravennate Forlivese e Imolese e dal Comune di Faenza rappresentato dal Vicesindaco con delega alle Politiche Agricole Andrea Fabbri.

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